SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Grande soddisfazione e compiacimento da parte dell’assessore regionale Sandro Donati per la delibera regionale con la quale inizia l’iter per la creazione di un’Azienda Ospedaliera Unica tra Ascoli e San Benedetto del Tronto.

Alcuni, come l’assessore Loredana Emili, hanno  già sollevato dubbi sulla reperibilità dei fondi necessari. Ma come la pensano quelli che possono definirsi i “diretti interessati” ovvero i due direttori di zona, i manager della sanità pubblica ascolana e sambenedettese? Per Giuseppe Zuccatelli, direttore Generale dell’Asur zona 13: «Molti media danno questo come un fatto avvenuto ma ricordiamoci che per il momento è solo una proposta di legge, e diventerà legge solo quando il Consiglio Regionale la voterà approvandola. Il vero problema sarà di usare questa opportunità che ci viene data dalla Regione per valorizzare, stimolare e migliorare le risorse dei due ospedali favorendo le eccellenze già in loro possesso come Cardiologia ed Emodinamica per il Mazzoni e Neurologia e Traumatologia per il “Madonna del Soccorso”. La giudico tutto sommato una ottima occasione».

Sulla futura creazione di un Ospedale di vallata Zuccatelli preferisce rimandare tutto alla politica preferendo esprimersi su cose tecnicamente vicine al suo incarico, però poi aggiunge: «E’ chiaro che se l’Azienda in essere potrebbe svilupparsi in futuro in un unico contenitore questo creerebbe enorme benefici dal punto di vista della qualità e delle risorse».

Sulla stessa falsariga Giuseppe Petrone Direttore Generale delll’Asur zona 12: «Sicuramente una opportunità unica. Perché una Azienda Ospedaliera autonoma fuori dalla rete Asur può contribuire al miglioramento dei servizi ed alla creazione di vere eccellenze tra i due ospedali. Ovviamente bisognerà avviare dei processi di riorganizzazione di certi servizi sanitari. Si avrà bisogno anche di investimenti maggiori da parte della Regione».

E mentre Zuccatelli sull’Ospedale Unico di Vallata ci va cauto Petrone sembra non avere dubbi al riguardo: «Il fine ultimo dovrebbe essere la creazione di un Ospedale di Vallata in senso fisico. Magari al momento non ci sono le possibilità economiche ma penso che il fine sia quello. Ma la creazione di una Azienda Ospedaliera Unica per il Piceno è una grande opportunità non solo per la accresciuta forza dialogante con la Regione ma soprattutto per cercare di ridurre la mobilità passiva, quella che, per la vicinanza di un’altra Regione come l’Abruzzo, potremmo chiamare di frontiera ed è – conclude – l’identica cosa che hanno fatto Pesaro e Fano per cercare di limitare la mobilità passiva verso l’Emilia Romagna».

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