SAN BENEDETTO DEL TRONTO – D’accordo sul merito del provvedimento che dovrà rivoluzionare la sanità pubblica nel Piceno, meno sul metodo adottato per arrivarci. Speranza per la nascita dell’Azienda Ospedaliera Unica Ascoli-San Benedetto, attesa per l’arrivo dei fondi economici affinché il nuovo ente possa crescere e autofinanziarsi.
Questa la posizione espressa da Loredana Emili, riprendendo una posizione espressa anche dal sindaco Giovanni Gaspari.
RISORSE ECONOMICHE «Un’Azienda come quella degli Ospedali Riuniti Ascoli-San Benedetto si mantiene con le effettive prestazioni sanitarie che offre. Non è come la zona territoriale che abbiamo avuto finora – precisa la Emili – che invece viene finanziata dalla Regione in base al totale dei cittadini residenti. Perciò, se la nuova Azienda vuole autofinanziarsi vendendo prestazioni sanitarie, deve essere in grado di attrarre gli utenti, al contrario di quanto accade ora con l’altissima mobilità passiva che il Piceno ha in termini intraregionali ed extraregionali. Con questa dotazione di strutture e di personale, infatti, è difficile autofinanziarsi. Perciò da tempo abbiamo chiesto alla Regione le risorse economiche per sviluppare le nostre eccellenze in termini di offerta sanitaria. Ad oggi i soldi non sono arrivati».
L’assessore alla Sanità chiede che non ci siano «rinvii sine die o impegni di massima senza una scadenza precisa», sottolineando che fin dal prossimo passaggio del provvedimento in consiglio regionale per la ratifica definitiva si faccia un quadro certo della dotazione finanziaria degli Ospedali Riuniti. «Altrimenti questo nuovo ente sarà una scatola vuota», dice l’esponente del Partito Democratico.
IL METODO La Emili appoggia appieno le dichiarazioni rese lunedì dal sindaco Gaspari. «Siamo d’accordissimo sul contenuto del provvedimento, ma lo siamo meno riguardo al metodo adottato. L’assessore regionale alla Sanità Almerino Mezzolani ci aveva assicurato una discussione preventiva in sede di conferenza dei sindaci della zona territoriale 12. Incontro che però non c’è stato».
Nei mesi scorsi, il piano sanitario regionale aveva messo in cantiere una riorganizzazione funzionale della Area Vasta numero 5 Ascoli-San Benedetto. Una equipe di tecnici e manager della sanità pubblica ha lavorato per mesi a una nutrita serie di progetti di integrazione dei servizi sanitari. Poi la Regione ha scelto la strada dell’azienda unica, con personalità giuridica e autonomia finanziaria. Ora la commissione Sanità di Palazzo Raffaello esaminerà nel dettaglio la proposta di legge arrivata dalla giunta regionale.

L’Azienda Sanitaria Unica, sottolinea Loredana Emili, è «propedeutica alla nascita, un giorno, del nuovo ospedale unico». E qui c’è un avvertimento ai politici del Piceno. «Non accetteremo posizioni Ascoli-centriche».

Copyright © 2016 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 647 volte, 1 oggi)