GROTTAMMARE – Al termine dell’ultima partita della stagione regolare di serie D 2008/09 Grottammare-Elpidense, ultima dopo sei stagioni per il Grottammare in questa categoria, dopo la retrocessione in Eccellenza sentenziata una settimana prima, in sala stampa abbiamo sentito il tecnico Clerici della squadra fermana che ha ottenuto all’ultimo tentativo la sua prima vittoria esterna e ora dovrà preparare gli spareggi play out contro il Luco Canistro, e il tecnico rivierasco Scarfone rammaricato per l’esito della stagione.

Queste le parole di Clerici: «La matematica di disputare i play out c’era già ora abbiamo acquisito con questo successo la miglior posizione nella griglia degli spareggi un piccolo vantaggio che ci potrebbe far comodo. Il nostro cammino lo abbiamo costruito in casa dove abbiamo fatto più punti e diverse vittorie importanti mentre fuori abbiamo ottenuto solo in questa ultima giornata il primo successo ma in molti casi siamo stati sfortunati pagando con ingenuità ed esperienza delle situazioni che ci potevano consentire addirittura di avere più punti e di ottenere la salvezza diretta. Ma sono comunque  contento della squadra, siamo rimasti coerenti con i nostri obiettivi iniziali, abbiamo fatto il nostro dovere anzi essendo una neo promossa non abituata a questa categoria è già un obiettivo aver evitato la retrocessione diretta e direi che ci siamo comportati molto bene finora.  Ora dovremo completare l’opera vincendo gli spareggi play out e io sono fiducioso sul fatto di potercela fare».
Questo il breve commento finale alla stagione di mister Scarfone: «Il rammarico è tanto. Il calcio è fatto anche di sconfitte. Certo che è in dubbio che abbiamo avuto tanti episodi sfortunati che hanno condizionato la nostra stagione. Siamo stati sempre li li per agganciare i play out. Se alcuni  episodi negativi si fossero invertiti, ad esempio se contro l’Agnonese Ottaiano non avesse delapidato il gol a porta vuota, forse poteva esserci un diverso epilogo. Ma bisogna accettare il verdetto ed è inutile stare a recriminare. Comunque la squadra ce l’ha messa tutta e ognuno ha dato il suo».

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