SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nel nuovo incontro organizzato dal comitato di quartiere tra gli abitanti del quartiere Agraria e l’amministrazione comunale, tenutosi venerdì 15 maggio presso la palestra “Sabatino D’Angelo”, sono finalmente emersi dei punti di accordo, dopo che il dibattito sull’osteggiatissima “Torre” aveva tenuto banco per mesi su tutto l’intero progetto di riqualificazione della zona Santissima Annunziata.

Dopo aver ribadito che la “Torre” è stata stralciata dal progetto, il sindaco Giovanni Gaspari, protagonista di un acceso confronto coi cittadini, ha cercato di spiegare che «l’amministrazione comunale non può essere ritenuta responsabile per la mancata realizzazione delle opere di urbanizzazione, che va addebitata alle cooperative che costruirono le case popolari. Inoltre intervenire è complicato, viste le difficoltà burocratiche: l’area è in gran parte di proprietà dell’Erap, in parte di proprietà di privati e del Comune».

Molte le proteste da parte dei residenti, che hanno lamentato anni di immobilismo da parte dell’amministrazione comunale. Gli animi si sono pian piano calmati quando l’assessore Loredana Emili ha garantito che «il primo intervento sarà sui sottoservizi: è intollerabile che nei garage ristagnino le acque nere, con un tanfo notevole. Abbiamo fatto noi il progetto, dato che l’Erap ha tempi lunghissimi. E’ un intervento molto costoso, serviranno 250.000 euro. Ci vorrà del tempo, l’Agraria purtroppo non è l’unica urgenza che abbiamo».

L’architetto Stefano Serafini, uno degli autori del progetto vincitore del concorso di idee, ha evidenziato che «l’avversione alla “Torre” ha messo in secondo piano le qualità dell’idea complessiva di riqualificazione, che all’80% interviene sulla viabilità, il problema principale lamentato dai cittadini. Apriremo nuove strade per collegare la zona delle case popolari con il quartiere Salaria e il resto del quartiere Agraria. Prima però sarà necessario l’intervento sulle fognature, che purtroppo si trovano a un livello troppo basso, causando il problema dei ristagni. Il quartiere è stato progettato male e ora non è semplice intervenire. Quando avremo realizzato queste opere primarie, poco visibili ma fondamentali, potremo parlare della riqualificazione “esteriore”».

Durante l’accesa discussione, è emersa la disponibilità, da parte del costruttore Gino Gasparretti, a un accordo pubblico-privato col Comune per realizzare una zona commerciale nel quartiere, richiesta dai cittadini come strumento per rendere la zona meno isolata e dare un servizio ai residenti. Il sindaco Gaspari, concludendo l’incontro, ha dichiarato: «Porteremo in Consiglio Comunale la proposta di Gasparretti, e proporremo anche una variante al Prg per trasformare formalmente l’Agraria da zona artigianale a zona residenziale, visto che ormai vi sono molte più case che officine artigiane».

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