SAN BENEDETTO DEL TRONTO – E’ tempo di bilanci per Amato e Luigi Olivieri, i due partecipanti sambenedettesi alla recente manifestazione delle Mille Miglia. Un’edizione, quella del 2009, che aveva alimentato speranze ed aspettative, ben presto però disilluse da un inatteso imprevisto.

Padre e figlio infatti, che concorrevano con un’Alfa 1750 del 1929, hanno dovuto dire addio ad ogni sogno di gloria alle porte di Spoleto, quando la loro auto è stata protagonista della rottura della biella del secondo cilindro.

«Stava andando tutto secondo i tempi previsti – spiega oggi Luigi Olivieri – e mancava poco per arrivare a Roma. A San Sepolcro eravamo addirittura finiti nel gruppo di testa, ma poi un colpo secco al motore ha infranto i nostri sogni».

Una delusione alla quale si accosta la volontà di riprovarci, magari facendo tappa dall’anno prossimo a San Benedetto: «La Mille Miglia – continua il proprietario della vettura – ha conosciuto due percorsi: uno “anteguerra”, che devia verso Pesaro, passando per l’Umbria e terminando nella Capitale; ed un altro, attivo dal 1949 al ’57 e che interessava tutta la costa Adriatica, compresa la Riviera delle Palme».

Sarà dunque possibile riospitare l’evento dalle nostre parti? «Lo speriamo vivamente», conclude Olivieri.

Ed un augurio in questo senso arriva anche dal sindaco Gaspari: «Trovo lodevole il tentativo di riportare qui la kermesse. Una tappa delle Mille Miglia riporterebbe la città al centro di circuiti nazionali e soprattutto internazionali. Speriamo bene».

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