Da Riviera Oggi numero 775

CUPRA MARITTIMA – Le liste per le elezioni Provinciali hanno presentato ufficialmente in questi giorni i loro candidati. Particolarmente interessante è notare che anche molti giovani si impegnano nella politica. Andiamo a conoscere ad esempio la cuprense Caterina Di Girolami, candidata di “Piceno al Massimo” nel collegio di Cupra, Massignano e Montefiore.

Perchè ha deciso di candidarsi?

«Mi sono piaciute subito le caratteristiche di questa lista e stimo le persone che me l’hanno proposto, in particolare l’assessore Olimpia Gobbi e Massimo Rossi. Credo in lui e penso che abbia un modo pulito e limpido di lavorare, fuori da ogni sorta di compromesso. Non condivido inoltre le posizioni che sono state prese contro Rossi, io voglio che rimanga in carica e continui nel suo operato onesto e costruttivo».

Qual’è quindi il suo giudizio su Rossi?

«A mio avviso traspare in lui il desiderio di realizzare e sviluppare il bene comune. È molto attento, ad esempio, alle tematiche sociali, alle iniziative riguardanti la filiera corta, all’applicazione di energie rinnovabili. Tutti argomenti che sono per Rossi una priorità e dai quali si nota l’attenzione per il territorio».

In quanto operatore culturale, come si dovrebbe agire secondo lei in questo settore?

«Si può fare sicuramente di più di quanto sia stato fatto finora. Innanzitutto si dovrebbe puntare sulla media education, sulle nuove forme dell’arte contemporanea, sul cinema e la musica. È questo che manca al nostro territorio: abbiamo sì un patrimonio artistico da tutelare, ma dobbiamo anche stimolare le risorse attuali. Oggi purtroppo la maggior parte dei fondi vanno alla conservazione, ma se vogliamo una Provincia al passo con i tempi, si deve investire anche nelle forme di arte contemporanea».

Cosa deve fare dunque la Provincia in questo senso?

«Deve potenziare questo tipo di risorse che esistono sul territorio. Nel Piceno ci sono piccole realtà che devono essere però messe a sistema, altrimenti non riuscirebbero a raggiugnere il necessario successo. Deve inoltre mettere a conoscenza tutti del fatto che esistono diversi linguaggi che possono “arrivare” meglio ai cittadini, sia italiani che stranieri. Queste sono le basi di un dibattito pacifico».

“Piceno al Massimo” è aperta nei confronti dei più giovani?

«Sì e lo sforzo ce lo dimostra la lista stessa. Ci sono molti giovani tra i trenta e i quaranta anni. Da parte nostra c’è attenzione nel campo della politica e voglia di mettersi in gioco. Concretamente poi la Provincia si è rivolta ai giovani con iniziative come le Work Experience e l’apertura delle scuole nel mondo del lavoro attraverso gli stage».

Questa lista è stata definita anche come un’associazione culturale? Cosa vuol dire?

«Perchè nasce principalmente come un movimento che vuole dare attenzione alla riqualificazione del territorio, quindi all’ambiente, alla natura, al paesaggio, alla filiera corta, con la consapevolezza di vivere in un luogo che va salvaguardato a tutti i livelli, anche sul piano urbanistico. C’è quindi la consapevolezza che tutti i cittadini possono sfruttare un patrimonio naturalistico che renderà sicuramente migliore anche la vita».

Lo stesso Rossi ha detto che la sua è una squadra di “non professionisti” della politica.

«La politica dà indubbiamente una formazione, chi è già nel campo sa come muoversi e ha già dei contatti consolidati. “Piceno al Massimo” vuole però portare avanti un gruppo di persone che hanno raggiunto degli obiettivi concreti nella loro vita, che lavorano e si impegnano, ognuno nel proprio settore. Le dinamiche amministrative si imparano presto, la formazione della persona invece, quella c’è o non c’è».

Allora come mai candidarsi per le provinciali e non per le amministrative?

«Evidentemente è stata la proposta più convincente. Qui a Cupra, come in tante altre situazioni, c’è una frammentazione che denota una non particolare attenzione al bene dei cittadini, ma alla fine saranno i cuprensi a decidere».

Pronostico?

«Spero semplicemente che Rossi continui ad amminsitrare la nostra Provincia per altri 5 anni, con questa politica fatta per i citadini».

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