Da Riviera Oggi n. 775

 

MARTINSICURO – Un servizio di supporto psicologico alle vittime del terremoto: lungo la costa sono diversi i centri in cui professionisti specializzati offrono la propria assistenza a quanti ne facciano richiesta. Ma quali sono essenzialmente i problemi psicologici con cui si deve confrontare una persona che ha vissuto un evento catastrofico come il terremoto del 6 aprile all’Aquila?

«Chi subisce un evento così traumatico – ha spiegato Nora Abed, che lavora presso il centro di Giulianova –  perde principalmente la sicurezza: la perdita della casa, o ancora di più di familiari o parenti, l’incertezza del futuro e il senso di precarietà in cui ci si ritrova a vivere genera un senso di paura che è indispensabile imparare a gestire, per evitare che degeneri in forme sintomatologiche più gravi».

L’enorme stress mentale e il senso di impotenza che comporta l’esperienza di un cataclisma può generare attacchi di panico, depressione, insonnia (quest’ultima dovuta essenzialmente alla paura di rivivere l’incubo delle scosse e dei crolli). Gli stati d’animo che vive una persona scampata ad una tragedia sono molteplici e possono portare a risposte ed atteggiamenti differenti  a seconda della persona che le vive. Ad esempio una sensazione ricorrente è quella della rabbia, per un destino vissuto come un’ingiusta punizione, e tristezza per la perdita improvvisa di figli, coniugi, parenti o amici. E molti sopravvissuti convivono anche con un pungente senso di colpa per non essere morti al posto dei propri figli o familiari.

«Il supporto psicologico che offriamo – prosegue la signora Abed – è principalmente di ascolto delle persone che si rivolgono al centro di Giulianova, ma effettuiamo anche interventi più mirati dato che periodicamente ci rechiamo direttamente nelle stesse strutture ricettive per ascoltare le esigenze e le richieste specifiche degli sfollati. Principalmente al momento cerchiamo di insegnare loro le tecniche di rilassamento che sono essenziali per fronteggiare i frequenti stati d’ansia che si presentano».

Essenziale è anche l’intervento che gli psicologi operano sui bambini, che devono essere aiutati a superare il trauma nella maniera più indolore possibile. Vivere un’esperienza catasfrofica come il terremoto può portare a repentini cambiamenti nelle abitudini relative a sonno, nutrizione, concentrazione, con bruschi mutamenti d’umore o frequenti disturbi fisici senza che ci sia un’apparente malattia in corso. «Ci serviamo essenzialmente di attività ludiche e didattiche: attraverso il gioco, i disegni e il dialogo si cerca di capire quale sia la loro percezione dell’evento per poi fornire loro le giuste risposte in merito».

Il numero di riferimento per l’assistenza psicologica è 3332254695.

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