SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il Ministero dell’Interno è stato citato quale responsabile civile per i fatti del 23 aprile 2006 allo stadio Riviera delle Palme.
Prosegue così la vicenda giudiziaria relativa agli incidenti avvenuti nello spiazzo antistante la curva nord dello stadio sambenedettese prima del match Samb-Genoa di serie C1 e in particolare all’episodio di un tifoso incarcerato nell’immediatezza dei fatti, accusato di violenze a pubblico ufficiale e poi scagionato. In relazione a questo episodio ora tre poliziotti sono accusati di calunnia, falsa testimonianza, falso in atto pubblico, lesioni aggravate.
Il giudice del Tribunale di Ascoli Alessandra Panichi ha accolto favorevolmente dunque la richiesta di citazione del ministero dell’Interno avanzata dal legale di parte civile Mauro Gionni, e ha emesso le notifiche del caso.
Il magistrato invece non si è ancora pronunciato sulla richiesta di procedere con il rito abbreviato avanzata dall’avvocato dei poliziotti, il legale sambenedettese Francesco Voltattorni.
La pronuncia su questo punto è attesa per il 30 giugno prossimo, in sede di udienza preliminare, alla quale a questo punto sarà presente anche un rappresentante del Viminale.
Le accuse riguardano i poliziotti G.G. (37 anni, di Pisa), V.S. (33 anni di Lecce), A.C. (25 anni di Reggio Calabria), tuttora in servizio presso il settimo reparto mobile della Questura di Bologna.
Quel 23 aprile del 2006 i celerini di questo reparto vennero inviati a San Benedetto per coadiuvare le forze dell’ordine locali nel mantenimento dell’ordine pubblico in una partita peraltro non a rischio, in quanto le due tifoserie non nutrono affatto rivalità.
Mezz’ora prima del match, in una giornata quasi estiva, nello spazio fra la curva nord e i cancelli si scaldò anche la temperatura emotiva di molte persone. Sembra che gli scontri fossero nati da screzi fra alcuni tifosi a cui non venne permesso di introdurre degli accendini ed esponenti delle forze dell’ordine.
In breve tempo si scatenarono scontri furiosi, una vera guerriglia urbana. Nelle ore immediatamente successive vennero arrestati nove tifosi rossoblu che passarono alcune notti in carcere. Fra loro, c’era anche Giovanni Cinciripini, 34 enne originario di Castorano.
Il suo legale Mauro Gionni decise però di non patteggiare la pena, mentre gli altri otto arrestati erano inchiodati alla loro colpevolezza dalle riprese video.
Cinciripini sosteneva invece di essere stato lui ad essere picchiato dai poliziotti, in maniera ingiustificata.
Il 26 marzo 2007 venne assolto, e ora questa nuova puntata della vicenda nel quale coloro che al tempo dei fatti lo accusavano di violenze si ritrovano ad essere loro stessi nel novero degli accusati.

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