BUSTO ARSIZIO – «Rumignani ci ha ridato entusiasmo e ora il pubblico è dalla nostra parte, loro saranno l’arma in più»: se lo dice anche Ottavio Palladini, capitano rossoblu e uomo simbolo della squadra, c’è da credergli. L’aria è diversa, rimontare un gol in casa della capolista è qualcosa che la Samb di quest’anno mai sarebbe riuscita a fare prima dell’arrivo del nuovo tecnico: «Se ci fossimo comportati così anche prima, non avremmo avuto tutti questi problemi» continua Palladini. «Ci eravamo difesi bene, ma il loro gol ci ha tagliato le gambe, eppure ci siamo ripresi fino alla zampata finale».
Cammarata, ex di turno, è l’autore del pareggio che, probabilmente, costerà al Pro Patria la promozione diretta in Serie B: «Qualche minuto prima su un’occasione simile ho avuto un attimo di ritardo, ma poi sul gol l’invito di Morini è stato perfetto, e sono contento di aver segnato un gol per noi probabilmente decisivo». Qualcuno, prima che Cammarata entri in sala stampa, lo becca persino: fa parte del gioco.
Tinazzi, da parte sua, commenta l’inedito ruolo da mediano al quale l’ha preposto Rumignani, in pratica in marcatura di Correa, uomo faro del Pro Patria: «Ai tempi delle giovanili nella Roma giocavo proprio in questa posizione, ero il sostituto di De Rossi. Adesso ce la giochiamo».
Sergio Spina, presidente dal cuore forte, è raggiante per il pari ottenuto (in quattro partire, è il terzo pareggio, una la vittoria): «Adesso nessun sambenedettese deve restare fuori dallo stadio, nella gara contro la Reggiana». La Samb chiama ancora. Come sempre.

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