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SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Riviera Oggi inizia una serie di interviste doppie sui temi caldi legati all’istituzione Provincia. Il 6 e il 7 giugno i Piceni sono chiamati a votare per la forza politica alla quale intendono delegare il governo di un ente intermedio smembrato dalla scissione del fermano. Ai nostri taccuini, per questo primo incontro, abbiamo il vice designato di Celani (Pdl), Pasqualino Piunti, e il pezzo da novanta dell’Udc di Ciccanti a San Benedetto, l’ex assessore alla Pesca Marco Lorenzetti. Un partito, quello dell’Unione di Centro, la cui discesa in campo solitaria rappresenta la vera novità politica dell’ultima settimana, che potrà avere conseguenze sulla dinamica dell’intera competizione elettorale.

I temi che affrontiamo con Piunti e Lorenzetti sono tre, e lo facciamo con domande secche e concise.

Ciclo dei rifiuti. Quale è la vostra idea per il futuro? Non si tratta di una competenza diretta della Provincia, ma l’impronta culturale di questa istituzione su questo tema può molto.

Lorenzetti: «Il rifiuto va considerato come un elemento produttivo d’impresa. Rimane difficile una raccolta differenziata totale, del resto poi la Provincia non può mica stravolgere le scelte che fanno i singoli Comuni. San Benedetto ora per esempio ha deciso di puntare sul porta a porta. Però la Provincia può lavorare nelle scuole, puntando sulla sensibilizzazione e sull’educazione dei giovani. Inceneritori? Debole com’è, per via del bilancio lasciatoci da Rossi e per via della divisione con Fermo, come farebbe la Provincia a farli, anche se li volesse? A San Benedetto con la giunta Martinelli provammo a fare la centrale a biomasse a Ponterotto, ma diventato sindaco Gaspari bloccò tutto».
Piunti: «La vicenda triste della Campania deve farci riflettere. Non si può continuare a scavare buche nella terra e riempirle di rifiuti. E allora, di fronte a certificazioni scientifiche sul fatto che non inquinano e sono sicuri, perché non dobbiamo pensare ai termovalorizzatori? Perché demonizzarli? Ovvio che la raccolta differenziata vada spinta al massimo. Suggerisco però che a San Benedetto il sistema delle “gabbianelle” sarebbe dovuto iniziare in autunno, perché è una sperimentazione sulla quale ho dei dubbi. Il porta a porta invece va bene. Dalla differenziata non si prescinde».

Formazione professionale, meccanismi di facilitazione dell’inserimento dei giovani nelle imprese con le borse lavoro Work Experience, con i fondi europei. Che idee avete in proposito?

Lorenzetti: «Il nostro candidato Amedeo Ciccanti lo dice chiaramente. Questo meccanismo delle work experience può essere utile a breve termine per un giovane disoccupato, ma a lungo andare non crea lavoro. Bisogna creare le condizioni per agevolare la nascita di nuove imprese, far venire gli imprenditori a investire in questo territorio. Celani ha promesso che si batterà per l’istituzione di una zona franca del Piceno, con una tassazione dimezzata e delle agevolazioni per il finanziamento alle imprese. Spero che se vincerà manterrà questa promessa».
Piunti: «Personalmente ho un’idea molto chiara sul tema, e Celani lo sa. La formazione professionale è un compito primario della Provincia. Ci vuole allora un patto istituzionale con le imprese locali, che non vanno viste come il demonio. La Provincia deve fare un monitoraggio sulle imprese interessate ad avvalersi dei giovani che vengono formati dai nostri corsi. Le imprese ci devono poi assicurare che questi lavoratori verranno stabilizzati e assunti, se meritevoli. In cambio la Provincia fa da garante per le imprese presso i Comuni. Tutto in maniera trasparente al massimo».

Infrastrutture. Vi impegnereste di più per la bretella collinare o per la metropolitana di superficie, considerato che il ruolo della Provincia qui è quello di intercettare fondi statali ed europei?

Lorenzetti: «Ho sempre detto che per arrivare ad aprire i cantieri della bretella occorre un progetto condiviso, con una variante urbanistica per la previsione del tracciato. Ci vuole tempo per fare questo, non basta parlarne sui giornali una volta al mese, ci vuole che il Consiglio comunale voti un progetto. Il Governo finanzia opere pubbliche per miliardi, ma dà la precedenza a quelle immediatamente cantierabili. La metropolitana? Rossi ha preferito dirottare lì i fondi Fas, ora chiunque vinca non avrebbe ragione nel stravolgere questa scelta, si vada avanti».
Piunti: «Noi non siamo contrari alla metropolitana di superficie, anzi. Solo che la bretella è una priorità più immediata, perchè è fattibile in tempi più brevi rispetto a una metropolitana per la quale, dopo l’elettrificazione della ferrovia Ascoli-Porto d’Ascoli, occorrerebbero altre decine di milioni di euro per fare le stazioni intermedie. Era utile battersi per la bretella, Rossi in questi anni invece ha tenuto una politica del rinviare per non fare. Il Piceno è già penalizzato nel rapporto con Stato e Regione, bisogna invertire la rotta».

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