MONTEPRANDONE – Stefano Stracci, candidato sindaco per la lista di Montepra “Uniti per la Città”, presenta i 20 candidati della lista. Solo tre le donne («Purtroppo è una pecca, dalle nostre parti è ancora difficile coinvolgere le donne, per questo ne abbiamo solo tre, pur se molto qualificate»), molti i volti nuovi (13) che vanno ad integrare la “squadra” che già aveva sostenuto il precedente sindaco Menzietti (6, più Nedo Tiburtini, già vicesindaco nel precedente mandato di Ruggieri).
«Il nostro è un gruppo certo orientato nel centrosinistra – spiega Stracci – ma con una forte caratterizzazione civica: i candidati non sono tanto espressione politica, ma fanno riferimento al territorio, alle associazioni culturali, economiche o sportive, tenendo ben presente che abbiamo scelto l’esatto mix per coprire l’intera cittadina, da Monteprandone a Centobuchi fino alle frazioni minori come Sant’Anna, Molino, Fosso dei Galli».

LE DONNE
Giacinta Maoloni, 54 anni, insegnante, attuale assessore ai Servizi Sociali e al secondo mandato amministrativo; Letizia Acquaroli, 24 anni, neolaureata in Economia e Management, si occupa di finanziamenti europei e programmi comunitari; Monica Cameli, 33 anni, laureata in Conservazione dei Beni Culturali, lavora attualmente al Museo di Urbino.

CONFERMATI
Adriano Bordoni, attuale vicesindaco («Voglio portare avanti quanto iniziato, e conciliare le esigenze della lista rinnovata con la dovuta esperienza»), Marino Lattanzi, assessore ai Lavori Pubblici («Lavoreremo in continuità con quanto fatto dall’amministrazione uscente»), Sergio Loggi, consigliere uscente con delega allo Sport («Cercheremo ancora di dare un aiuto soprattutto ai settori giovanili e agli sport minori»), Romano Speca, assessore al Bilancio («Credo che il rinnovamento sia una buona cosa, ma occorra un minimo di continuità che aiuta nella conoscenza della macchina comunale»), Pacifico Malavolta, consigliere con delega all’Ambiente («Abbiamo fatto molto, ma ancora dovremo impegnarci. Dobbiamo portare a termine tanti progetti»), Fernando Gabrielli, consigliere comunale precedentemente con Luigino Calvaresi, in minoranza, che ora ha sposato il “progetto Stracci”.
Nedo Tiburtini già vicesindaco di Monteprandone dopo 5 anni, fortemente voluto dal nuovo candidato sindaco, afferma: «Sono del centrosinistra dal 1992. Ho superato alcuni rapporti umani per alcune incomprensioni sorte cinque anni addietro, e sono di nuovo a disposizione».

I NUOVI Federico Aragrande, 27 anni, laureato in Scienze Politiche, assicuratore, impegnato nell’associazionismo sportivo e culturale: «Sono a disposizione dei giovani, soprattutto». Stefano Barbizzi, 35 anni, ingegnere gestionale, libero professionista: «Da un paio di anni faccio parte dell’associazione “I Sapori del Piceno”, cercherò di lavorare nell’immagine turistica e nelle piccole medie imprese». Guido Capretti, 49 anni, impiegato, in passato esperienze nel Circolo Tennis cittadino: «La mia palestra in questi anni è stata la Parrocchia, dove ho partecipato alla nascita della Caritas parrocchiale. Mi presento da indipendente». Roberto Capriotti, 39 anni, perito industriale: «Contento della scelta di Stefano, persona che io stimo, anche se non entrassi nella rosa vorrei rimanere legato a questo progetto». Maurizio Falcioni, 39 anni, commerciante, perito elettronico: «Ho 12 dipendenti tutti a tempo indeterminato, tutte donne: questo, secondo me, significa parlare con i fatti». Valentino Fares: 59 anni, artigiano, presidente Real Centobuchi: «Sono a disposizione del gruppo». Roberto Gabrielli, dipendente Picenambiente: «Con Stefano Stracci non potevamo capitare meglio». Simone Neroni, 35 anni, lavora nel settore edilizio: «Cercherò di ripagare con i fatti». Claudio Tassotti, 48 anni, perito agrario: «Opero nel settore ambientale e agroalimentare, ho fondato un gruppo di Protezione Civile a Centobuchi. Capita di lavorare anche all’estero, in paesi molto poveri. Voglio portare questa esperienza nell’amministrazione». Matteo Troiani, 43 anni: «Sovrintendente di Polizia penitenziaria, per me è una nuova avventura, ma il gruppo è ben amalgamato».

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