PORTO SAN GIORGIO – Finalmente la tanto agognata salvezza è arrivata per la Premiata Montegranaro. La vittoria sulla temibile Virtus Bologna è stata festeggiata da tifosi e Società come un vero e proprio scudetto conquistato, perché sancisce la certezza del quarto anno di permanenza in Serie A. Ad una gara dalla conclusione della regular season, la salvezza matematica rasserena i cuori e placa le polemiche che si sono succedute nel corso di questo anno sportivo tanto sofferto.

Per vincere la sfida contro Bologna, oltre a forma atletica e tecnica, sostiene Minard, è stato necessario impiegare tanto “cuore”. Principio ribadito da Stefano Vanoncini, il 2° allenatore che sta sostituendo Alessandro Finelli, il coach titolare, fuori per problemi di salute. «Abbiamo lavorato tanto dopo la sfida contro Teramo. L’obiettivo concordato con Finelli era quello di pulire il lavoro dalle cose inutili. Ci siamo concentrati sul riguadagnare la nostra identità di squadra per provare a far giocare la miglior Premiata della stagione. Siamo reduci da un campionato e da un anno di lavoro: non c’era da inventare nulla. Abbiamo dovuto scontrarci con una squadra come Bologna che ti lascia giocare a viso aperto. Per fare il nostro gioco, quindi, l’obiettivo primario da ottenere era quello di ridare fiducia ai giocatori. Fiducia a coloro che sono stati decisivi per noi lungo tutto l’arco dell’anno. Dovevamo stimolare le corde psicologiche partendo dal lavoro tecnico».

Determinante è apparsa la preparazione psicologica al lavoro, ma altrettanto lo è stata l’aggressività sfoderata in campo, soprattutto nel terzo quarto, dove Bryce Taylor ha avuto un impatto devastante per gli avversari. In più il contropiede della Sutor ha messo in difficoltà Bologna ed è andato a colpire proprio il suo lato debole sotto canestro. «Ai ragazzi, nello spogliatoio, durante la pausa lunga» ha raccontato Vanoncini, «con 37 pari, avrei potuto dire che stavamo giocando bene, che con La Fortezza eravamo in parità, che i nostri schemi stavano funzionando, ma non sarebbe stato abbastanza! Dovevamo uscire fuori e saltar loro addosso, essere aggressivi, mordere per vincere». Tant’è che proprio il terzo quarto ha prodotto quei 10 punti di distacco che, nell’ultimo, non sono stati recuperati dagli ospiti (23-13 il parziale).

Una gran gara, dunque, è stata quella che ha visto esplodere di gioia il Palasavelli con i suoi numerosi tifosi, i quali hanno portato in trionfo i loro beniamini. Li ricorda uno per uno Vanoncini: «Siamo soddisfatti del rendimento di tutti: di BryceTaylor che è un giocatore con gli attributi giusti, che ha messo tiri incredibili, quasi impossibili, con la faccia di chi non ha fatto niente di speciale; di Wade Helliwell, colonna della squadra per tanto tempo, che ci ha aiutato a lavorare anche quando non giocava più; di Brandon Hunter, devastante quasi come all’inizio del campionato; di Daniele Cavaliero, padrone del gioco; di Simone Flamini, strabordante di energia; di Oscar Chiaramello che sa infiammare la folla; di Dejan Ivanov, che dà con generosità e mette tanta energia in campo; di Ricky Minard che è il nostro cuore e la nostra anima; di Kiwane Garris, il nostro cervello, che oggi si è superato nella marcatura su Boykins».

Il traguardo della salvezza non può essere festeggiato se non si tributa il merito anche al suo regista assente: Alessandro Finelli. Ricorda il suo vice: «Porto avanti il lavoro di Alessandro e ci tengo a specificare bene questo concetto: è stato facile per me sostituirlo, in quanto il lavoro alla base è stato fatto bene. Se la squadra riesce a giocare bene anche quando ci sono delle assenze nella direzione, vuol dire che la mente organizzativa del nostro capo allenatore ha funzionato ottimamente».

L’ultima affermazione di Vanoncini, prima di accomiatarsi, in sala stampa, è una dichiarazione d’amore per la Premiata Montegranaro: «Fatelo dire a me che porto la maglia Premiata tutti i giorni: poche Società si meritano di stare in Serie A come questa!».

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