SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Piero Celani trova altri alleati. Il candidato alla presidenza della provincia per il Popolo della Libertà, il prossimo 6 e 7 giugno potrà contare anche sul supporto del “Map – uniti per il Piceno”, una lista civica che vede coalizzati i Moderati di Centro, il Partito Repubblicano, un movimento di primi cittadini locali quali Pasquale Allevi (Folignano), Armando Falcioni (Maltignano) e Giuseppe Mariani (Roccafluvione) ed un raggruppamento facente capo all’ex sindaco di San Benedetto Domenico Martinelli. Non mancano “transfughi” eccellenti dall’Udc, come l’attuale sindaco di Cupra Giuseppe Torquati o l’assessore acquavivano Francesco Sgariglia.
Una formazione presentata giovedì pomeriggio presso la Sala Smeraldo dell’Hotel Calabresi, pronta a sostenere le politiche di Celani e che non ha risparmiato aspri attacchi alla sinistra, rea di aver indebolito ed indebitato il territorio.

«Con il centrodestra c’è similitudine di vedute e non abbiamo faticato a trovare un’intesa. Cercheremo di portare avanti un programma condiviso che va dalla realizzazione della metropolitana di superficie al compimento della circonvallazione. In questi anni l’urbanistica è stata gestita a seconda del colore del comune da cui proveniva la richiesta, e noi questo non possiamo più accettarlo». Parole di Giuseppe Torquati, che aggiunge: «Sono stato costretto ad abbandonare il partito dato che stavo assistendo ad una gestione indefinibile e personalistica».

Ancor più duro con l’attuale maggioranza è stato il repubblicano Mario D’Emidio: «Questa provincia ha urgente bisogno di ricambio. Ci sono delle incrostazione che rischiano di diventare definitive. Il loro è un metodo burocratico e frenante».

Una dose rincarata da Martinelli, amministratore di San Benedetto dal 2001 al 2005: «Scuole non a norma, strade dissestate e turismo non valorizzato. Tanto presenzialismo, tanti tagli del nastro e tante inaugurazioni, ma di concreto la sinistra non ha fatto nulla. Mi sono rimesso in gioco dopo essermi allontanato per un po’ dalla politica. Spero che la gente si ricordi ancora di me e di ciò che di buono ho lasciato in città».

Tutti uniti in favore di Piero Celani dunque, sempre più convinto di potercela fare: «Sono ottimista per natura! “Una nuova idea di provincia”, è questo il motto del mia campagna. Siamo tutti d’accordo sull’abolizione delle province, ma visto che ci sono è nostro obbligo farle funzionare al meglio, proponendo una conduzione fattiva. Non ci chiuderemo a Palazzo San Filippo, ma saremo tra la gente». Capitolo bilancio: «La sinistra sa lasciare solo debiti. Il deficit strutturale del piceno è di 2 milioni di euro, ma già nel 1999, quando mi presentai ad Ascoli, trovai un buco enorme». Ed ancora: «L’ambiente è sì da tutelare, ma anche da sfruttare. Serve un piano di marketing locale per far diventare la zona un brand d’eccellenza. Non ci si può mummificare come ha fatto Rossi».

Infine non sono mancate pesanti frecciate sia al Partito Democratico («Noi le “campagne d’ascolto” le facciamo da oltre un decennio») che a uno dei suoi componenti. Alessandro Zocchi, Presidente del consorzio turistico Riviera delle Palme e candidato per il Pd, aveva infatti accusato l’ex sindaco di Ascoli di aver gestito il capoluogo «come un feudo, chiudendosi a riccio rispetto ad ogni politica turistica coordinata». Secca di conseguenza la risposta di Celani: «A dir la verità, questo signore me lo ricordo solo per aver preso una bastonata alle primarie del suo partito. Dovrebbe comunque vedere come ho operato nell’entroterra, facendo crescere alberghi su alberghi».

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