SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Bandiera Blu in 16 località delle Marche e in 13 dell’Abruzzo. Complessivamente in Italia la Fee (Foundation for Environmental Education) ha assegnato l’ambito riconoscimento a 113 città della costa.

Qualità delle acque, qualità della spiaggia, servizi e misure di sicurezza, educazione ambientale: questi i requisiti essenziali che un tratto di costa deve presentare per ottenere dalla Fondazione la Bandiera. E’ capitato però in passato che turisti e residenti di numerose località italiane si siano chiesti come mai in quella città l’assegnazione della Bandiera non corrispondesse effettivamente a spiaggia e acque pulite, e servizi effettivamente fruibili.

Scorrendo l’elenco dei Comuni a cui è andata la Bandiera Blu inoltre, ci si accorge immediatamente che anche quest’anno stranamente le regioni che hanno ottenuto meno bandiere sono quelle che hanno i mari più puliti per antonomasia: la Sardegna (solo due Comuni), la Calabria (3), la Sicilia (4). Si potrebbe obiettare che sicuramente questo sia dovuto al fatto che non tutti i comuni costieri italiani abbiano presentato la relativa documentazione alla Fee (che poi assegna i riconoscimenti analizzando le domande pervenute).

Ma come mai amministrazioni comunali che hanno acque e sabbie che attirano turisti da ogni parte del mondo non provano a competere per ottenere un vessillo che costituisce un ulteriore valore aggiunto sotto il profilo turistico?

Proponiamo a questo proposito due video http://www.youtube.com/watch?v=t09nWHMabhE&feature=related  e http://www.youtube.com/watch?v=YYwplD7ZnCs&feature=related in cui il giornalista Stefano Salvi intervista Sebastiano Venneri, che effettua per Legambiente le analisi delle acque costiere e fluviali con la Goletta Verde.

Venneri a tal proposito spiega i criteri di assegnazione delle Bandiere Blu da parte della Fee e risolve qualche dubbio in proposito.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.619 volte, 1 oggi)