SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Scrive il nostro lettore “centomonteppi”: «Io non ho parole. Ciò che il nostro territorio ha prodotto politicamente è tutto ridotto ad una serie di persone interessate più a tenersi a galla nei giochi di potere che a parlare di politica vera e propria. Leggo notizie da mesi e sento discutere solo di candidature e posti in poltrona, ma mai di cosa dovrebbe indurmi a preferire certi candidati rispetto agli altri o rispetto all’astensione».
Riproponiamo queste parole di uno dei tanti commenti perché riteniamo che “centomonteppi” abbia colto nel segno. Mi spiego: non capita mai (ci aggiungo un “quasi” per pura carità) che un candidato, a qualsiasi livello, dica:
«Ho deciso di candidarmi per questo incarico politico perchè ritengo di essere in grado di decidere anche per tutti quei semplici cittadini che hanno bisogno di essere tutelati e amministrati da una persona come me in questi specifici “campi”, in particolare su bla, bla, bla».
Meglio ancora se potesse aggiungere: «Come ho avuto già modo di dimostrare nel corso della mia vita fino ad oggi».
Del resto cos’è un politico se non colui che deve decidere per centinaia, migliaia, milioni di altri esseri umani?
Non mi sembra tra l’altro un impegno, quello politico appunto, da prendere con tanta leggerezza. Come spesso accade.
hai proprio ragione “centomonteppi”: cosa dovrebbe indurci a preferire certi candidati rispetto agli altri o rispetto all’astensione? Più che una domanda è un macigno che si abbatte sulla cosiddetta democrazia del XXI secolo.

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