L’AQUILA – «Annunciava i crolli della Casa dello studente, della prefettura, della De Amicis, avvertiva della fragilità dell’ospedale San Salvatore, delle facoltà di Roio e di centinaia di altri palazzi e scuole di cartapesta»: il quotidiano abruzzese Il Centro, in un articolo a firma di Lorenzo Colantonio, riporta la notizia di un sequestro, da parte della Procura dell’Aquila, di un dossier commissionato nel 2003 dalla Regione Abruzzo all’impresa Collabora Engineering (poi divenuta Collabora-Abruzzo Engineering), che valutava il grado di rischio di migliaia di edifici abruzzesi, tra cui 137 palazzi e 145 scuole a rischio all’Aquila. Costo: 5 milioni di euro. Utilizzo: dentro un cassetto della Regione Abruzzo, ora nel container 16bis della provvisoria sede aquilana.
Vittorio Ricciardi, presidente di Collabora-Abruzzo Engineering, commenta così lo studio (che, alla prima riga, riporta questa frase: “Censimento e rilevazione degli edifici e delle opere infrastrutturali strategiche rilevanti in relazione alle conseguenze di un evento sismico“): «Era un avvertimento che però è stato ignorato».
Continua Ricciardi: «Nel 2003 ricevemmo questo incarico: censimmo prima le 1452 scuole abruzzesi, poi i 25 mila appartamenti di edilizia popolare, quindi gli edifici strategici come prefetture, ospedali e università, e per ultimi le infrastrutture e le vie in sicurezza». Sempre in base a quanto riferito da Ricciardi al Centro, per il dossier furono impiegati 60 tra architetti e ingegneri, che per tre anni hanno svolto migliaia di censimenti in tutto il territorio abruzzese, ricavandone schede anagrafiche con tanto di foto, rilievi per presenza di crepe, qualità del cemento o altri danni. «Altro che studio superficiale» precisa.
Perché Il Centro ha ascoltato anche un dirigente della Protezione Civile, che nel 2003 fu tra i committenti del dossier, che dice: ««Quello studio non ha niente a che vedere con la qualità del cemento», ha spiegato un dirigente, «né con la verifica sperimentale della staticità dell’edificio. Si limita a identificare gli edifici strategici e a verificare se contengano elementi di criticità generici».
I 300 morti, intanto, almeno loro, aspettano una risposta.

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