SAN BENEDETTO DEL TRONTO-  Pierluigi Tassotti, personaggio conosciutissimo in città, impegnato su più fronti che spaziano da quello politico (Lista Martinelli, è consigliere comunale e vicepresidente del Consiglio comunale), a quello tennistico (presidente del Circolo Maggioni) fino a quest’ultima nomina, quella di responsabile unico della Samb in assenza del presidente Sergio Spina.

Se l’aspettava questa nomina?

«Non me l’aspettavo anche se tra me e Sergio Spina c’è da tanto un rapporto tale che in più occasioni si era palesata questa eventualità. Poi quando si è presentata l’occasione lui ha deciso di intraprendere questa avventura e noi gruppo di amici lo stiamo coadiuvando per cercare di dargli una mano nel miglior modo possibile. E’ un ruolo che a me piace, che ho già ricoperto in passato anche se in altre forme».

A parte questo mandato “in bianco” quali sono le mansioni che lei reputa più importanti?

«Rappresentare la figura di Spina quando lui non c’è cercando allo stesso tempo di far sì che vada in porto l’operazione di acquisto della società stando attendo a mantenere i rapporti su toni collaborativi fra l’attuale e quella che sarà la proprietà entrante. Poi chiaramente fare da legame con Spadoni ed il resto del team».

Il rapporto con i tifosi sembra ricucito?

«Non c’è nessun rapporto da ricucire con i tifosi una volta che questa nuova figura farà il suo ingresso in senso ufficiale. Non dimentichiamoci che se avesse voluto agire d’astuzia e  di testa invece che di cuore avrebbe certamente aspettato di vedere come andava a finire il campionato invece di entrare forse nel momento più critico della situazione. E’ talmente innamorato della Samb che si è messo subito all’opera per cercare di far salvare la squadra in questo campionato ben sapendo che con una squadra retrocessa il prezzo d’acquisto sarebbe stato forse della metà».

Come procedono le operazioni di acquisto?

«I commercialisti di entrambi le parti hanno dato subito inizio alla verifica ed agli accertamenti contabili di rito ma è chiaro che sarà l’esito del campionato a decidere definitivamente il prezzo. Comunque posso assicurare che non è stato ancora messo niente per iscritto. Da quindici giorni abbiamo noi la gestione economica sulle spalle: somme che saranno poi probabilmente detratte dal prezzo d’acquisto».

Strategie future che considerate prioritarie?

«Puntiamo a ricostruire la società partendo dal settore giovanile, vera unica fonte di introiti veri e a poco prezzo di una società che milita in un campionato come la Prima Divisione dove gli sponsor di peso praticamente non esistono, le percentuali sulle partite esterne sono minime e con i costi che si hanno oggi gli incassi delle partite servono a coprire sì e no le spese marginali di gestione. Quindi il vero patrimonio di una squadra è e deve essere quello che si riesce a produrre dal settore giovanile. A tale scopo sarà chiamata gente competente e esperta del settore».

Molti tifosi, pur apprezzando il vostro gesto, si chiedono: quanto valete economicamente?

«E’ chiaro che con questo acquisto Spina fa uno sforzo importante però ha bisogno di persone al suo fianco disposte a sostenerlo. Magari in vista della prossima stagione. E’ chiaro che se lo lasciamo solo in questa avventura il percorso potrebbe essere ridotto al massimo ad un paio d’anni. Quindi si rivolge il classico appello ad almeno una mezza dozzina di forze economiche cittadine che si facciano avanti per apportare un contributo alla gestione vera e propria della società rossoblu in termini economici reali. Lo stesso dicasi per le istituzioni a partire dal sindaco e dall’intera amministrazione comunale».

Prezzo della Samb in Prima Divisione?

«E’ vietato parlare di questi argomenti in questo momento ma diciamo che se dovesse rimanere in questo girone la somma potrebbe essere inferiore ai due milioni. L’importante è aver riportato un entusiasmo che era assente da non so quanto tempo. Basti l’esempio del gol di Morini dove tutta la panchina è scattata in piedi ed è corsa verso l’autore della rete per la gioia di aver segnato. Questi sono segnali importanti, danno l’idea di una compattezza reale. E’ chiaro che i miracoli non li fa nessuno ma con queste premesse è lecito sperare».

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