SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Buona politica, sviluppo di qualità per il territorio piceno, unione nel segno delle idee e non nel segno dei personalismi o degli interessi di partito o di bottega.
La filosofia di fondo di “Piceno al Massimo” è questa. Trattandosi di una lista civica che appoggia Massimo Rossi nella sua seconda scalata a Palazzo San Filippo, ma anche di una associazione culturale che annuncia impegno anche dopo queste elezioni provinciali, comunque esse vadano, il termine “filosofia politica” ci sembra appropriato.
L’impressione che si ricava da questo gruppo di insegnanti, imprenditori, operatori sociali, professionisti, è quello di un sincero entusiasmo verso la figura di Massimo Rossi e di una voglia di contrapposizione verso la politica dei partiti.
Rossi, presentando i candidati nei 24 collegi, ha ribadito che prefigurerà la sua compagine di governo prima del voto. L’ìnesperienza amministrativa non è un problema, sostiene il presidente uscente. «Non si nasce politici, dopo quattro mesi si imparano tutte le regole di una macchina amministrativa. Sono felicissimo di questa lista civica che rappresenta la società vera, proprio quella che in altri partiti viene usata piuttosto come specchietto per le allodole. L’esito del voto nei vari collegi sarà imprevedibile».
Insomma, Rossi sostiene di non partire sconfitto, riferisce l’entusiasmo della gente che lo ferma per strada e sostiene di non porsi problemi di quote ed elettorati. «Ciccanti toglierà voti a Mandozzi? Non sono ragionamenti che ci interessano, veramente». Sulla questione dell’equilibrio Ascoli-San Benedetto, sostiene: «È un problema che non esiste, se si lavora con il dialogo e coinvolgendo tutti. Noi in questo mandato l’abbiamo fatto, posso esibirvi lettere di sindaci del fermano che ci dicono che se c’eravamo anche prima la scissione non ci sarebbe stata».
Certo, non sono tutti novizi della politica. A San Benedetto “Piceno al Massimo” candida Palmiro Merli (già assessore nella seconda giunta Perazzoli), a Grottammare Marcello Capriotti (assessore a Grottammare con la prima giunta Merli), nel collegio Offida/Carassai/Cossignano l’assessore cossignanese Giovanni Cataldi, a Spinetoli/Monsampolo c’è Giovanni Piunti, assessore per nove anni nel comune di Spinetoli con sindaco proprio Emidio Mandozzi.
Merli offre questa chiave interpretativa sulla questione delle “primarie di coalizione” mancate. «Se Rossi avesse fatto le primarie con Mandozzi le avrebbe vinte, però poi gli avrebbero tirato la giacchetta per gli incarichi e gli assessorati».
Poi critica Pietro Colonnella: «La sua Provincia era solo un ente di rappresentanza, con Rossi si è operato per problemi veri, penso alla questione dell’acqua».
LE ALTRE CANDIDATURE Olimpia Gobbi, attuale assessore alla Cultura con Rossi, si candida nel collegio di Castignano/Montalto/Montedinove/Rotella. A Colli c’è il medico Giuseppe Rubicini, impegnato con l’Avis e l’associazione Ermo Colle per la difesa delle colline dalla cementificazione.
A Grottammare c’è Fabio Curzi, giovane imprenditore del web, a San Benedetto Nicola Latini, ex preside dell’Alberghiero, l’attore teatrale Piergiorgio Cinì, Claudia Calvaresi e Valerio Isopi, a Monteprandone Luigi Calvaresi, a Cupra Caterina Di Girolami dell’associazione culturale “Centro Maritain”. La curiosità infine è la candidatura nel collegio di Ripatransone-Acquaviva di Vincenzo Maroni, figlio proprio di quell’Ubaldo (Pd) che è stato assessore in questi cinque anni di giunta Rossi fino alla “cacciata” di Mandozzi di alcune settimane fa.

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