TERAMO – Cambiano a Teramo i criteri per l’apertura degli esercizi pubblici come bar e ristoranti. Il Comune infatti, attraverso una delibera del Commissario Straordinario, ha recepito integralmente una legge regionale, la 11/2008, che disciplina le attività di fornitura di alimenti e bevande .

Il provvedimento conferma la “zonizzazione territoriale“, che suddivide il territorio comunale in 12 zone. La novità più interessante dell’atto sta nell’assimilazione di tutte le tipologie esistenti: infatti, non ci saranno più catalogazioni  di tipo A per esercizi di ristorazione, pizzerie, trattorie, tavole calde, birrerie;  di tipo B per i bar, caffè, gelateria, pasticceria ed esercizi similari; e di tipo D per esercizi di tipo “B” nei quali è esclusa la somministrazione di bevande alcoliche.  Ci sarà un’unica tipologia, ora definita “esercizi per la somministrazione di alimenti e bevande”.

 La legge regionale stabilisce i principi e le norme che disciplinano l’esercizio delle attività commerciali di somministrazione di alimenti e bevande, nonché gli orari di apertura e di chiusura al pubblico, definendo gli indirizzi generali e di programmazione per l’insediamento delle attività stesse.

Una delle conseguenze, è che tutti gli esercizi in attività, ora appunto assimilati in unica tipologia, non possono essere trasferiti in altre zone del territorio comunale, come invece in precedenza era possibile fare per le sole attività di ristorazione. Va aggiunto che tutte le domande presentate per il rilascio di nuove autorizzazioni che ora si trovano in attesa, sono aggregate in un’unica graduatoria e si stabilisce il loro ordine di priorità in base alla presentazione delle stesse.

La ripartizione avverrà mediante l’elaborazione di appositi studi che hanno tenuto conto di un equilibrato rapporto tra gli esercizi e la popolazione residente e fluttuante nel territorio comunale, del reddito di tale popolazione, dei flussi turistici, delle abitudini di consumo extradomestico. Si procede, quindi, allo studio della rete distributiva sia a livello di domanda che di offerta, nonché al monitoraggio degli esercizi esistenti ed è stata oggetto di attenta analisi da parte dell’Ufficio Commercio del Comune, e in particolare del Dirigente Fulvio Cupaiolo.

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