CUPRA MARITTIMA – I candidati alle elezioni evitano i dibattiti pubblici? È il loro comportamento a farlo pensare: sembrano tutti pronti infatti a realizzare incontri nei quali si sponsorizza la propria candidatura, ma nel momento in cui si è chiamati a spiegare ai cittadini il perchè un paese di 5 mila abitanti debba presentarsi con 4 liste (con tutta probabilità in arrivo una quinta) alle amministrative, a partecipare c’è solo il candidato sindaco che organizza l’evento e il sindaco uscente.

Ci si riferisce a ciò che si è verificato lunedì 27 aprile, a quello che doveva essere un dibattito politico tra i quattro candidati, promosso dalla lista civica “Vivere Cupra” dal titolo “Elezioni a Cupra Marittima, necessaria partecipazione o pericolosa frammentazione?”.

Nella serata moderata dal Direttore del mensile “Cupra e la Val Menocchia” Raimondo Sbaffoni, il tema è stato affrontato solo da Franco Veccia e Giuseppe Torquati, esponendosi, giustamente, alle osservazioni dei cittadini che in effetti avrebbero dimostrato un certo interesse circa la situazione politica del loro paese: dove erano però Domenico D’Annibali, Enrico Fantuzzi e Aurelio Ricci?

Spiega l’organizzatore e candidato Franco Veccia: «Pur essendo stati invitati con largo anticipo non è stato possibile ricevere il loro contributo al dibattito in quanto non hanno voluto o potuto esserci. Sarebbe stata data l’occasione ad ogni capolista di esporre il proprio punto di vista, facendo conoscere ai cittadini con chiarezza rischi, vantaggi, significati e cause di questa proliferazione di liste: da un lato pericolosa frammentazione e dispersione di energie, dall’altro ampia e necessaria partecipazione democratica».

«Peccato – aggiunge Veccia – che nessuno delle altre liste abbia partecipato al dibattito per portare il proprio contributo, anche nel merito delle tanto dibattute cause per cui il “centro sinistra” non ha generato una lista unitaria, rischiando così di perdere un’occasione storica per Cupra di andare ad amministrare».

Cosa dobbiamo pensare? Che un dialogo collettivo non è possibile? Che i candidati in questione non hanno preso parte all’incontro solo perchè organizzato da un avversario politico? Non vorremmo immaginare questo poiché, oltre ad essere un pessimo esempio di comportamento, a rappresentare un passo indietro rispetto a tutto ciò che i candidati hanno cercato di dimostrare fino ad oggi, è soprattutto una grande contraddizione rispetto agli ideali di partecipazione e confronto che le liste sbandierano da tempo.

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