Da Espresso Rossoblu N. 1027

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Nove gol subiti dal Legnano nelle ultime due gare. Di Morini il decimo che è costato alla squadra lilla la terza sconfitta di fila e alla Samb il ritorno alla vittoria in casa dopo il famoso 4-2 dell’esordio di D’Adderio. Di Marconato la parata miracolo che ha evitato il possibile pareggio e che ha fatto seguito alla paratona del 92° a Venezia su punizione dal limite di Paolo Poggi. Di Rumignani anche la prima vittoria in sole due partite, per di più senza sconfitte.
Piccioni aveva collezionato quattro vittorie (due in casa, due fuori) in 19 gare, D’Adderio due vittorie in 11 partite (una in casa, una fuori). Insomma due allenatori e tre sole vittorie in casa: una cosa veramente scandalosa e fuori la norma per la storia della Sambenedettese calcio.
L’attuale mister e Chimenti hanno vissuto da calciatori, ma anche da allenatori, epoche nelle quali gli obiettivi si raggiungevano principalmente tra le mura amiche, ancora loro hanno oggi sulle spalle il peso di rimettere le le cose a posto. Se riuscissero a vincere anche nella prossima gara casalinga contro la forte Reggiana, darebbero inizio a quella che oggi possiamo tranquillamente definire un’impresa incredibile fino a qualche ora fa.
L’impresa di capovolgere tutte le previsioni negative in gare come i play out nelle quali sarà veramente molto difficile uscire indenni dal “Riviera delle Palme”. Fuori casa? Lì a Rumignani e Chimenti, quando non è indispensabile vincere, nessuno può insegnare nulla, nel campo del non perdere sono veri e propri maestri (Rumignani di più, che ricorda sicuramente salvezze al cardiopalmo con la maglia della Samb) arrivati ad hoc per tirar fuori dal cilindro un risultato ai più insperato.
Anche la capolista Pro Patria non fa loro paura se i giocatori applicheranno alla lettera i loro suggerimenti… per forza di cose catenacciari. Quando ci vuole, ci vuole.
Che la vittoria odierna non debba illudere è inutile ripeterlo. La presenza ai vertici poi di Sergio Spina non può che chiudere il cerchio perché rassicurante sotto tutti gli aspetti e per tutte le componenti che ruotano attorno al blasone rossoblu.
La partita? Non poteva essere diversa viste le potenzialità delle due squadre, la debolezza e esagerata gioventù del Legnano fa ben sperare per il futuro anche se oggi è obbligo ringraziare il figliol prodigo Morini e Marconato, il vero salvatore della patria rossoblu. A fine gara gli ho chiesto se la serie C gli sta stretta, mi ha risposto: «Vado dove mi chiamano…». Moi, invece, alla domanda su cosa sia cambiato con l’arrivo di Rumignani, mi ha risposto, mettendosi il dito sopra gli occhi: «La testa».

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