SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La vittoria del carattere e delle volontà. Questo è l’esempio che quando una cosa è desiderata con determinazione, la si può ottenere. Con questi tre punti la Samb non solo agguanta proprio il Legnano a quota 30 ma distanzia di due lunghezze al Venezia.

Ora per i giocatori rossoblu è il momento della gioia e della soddisfazione anche se il camino è ancora lungo. Così Fabrizio Cammarata dice, a proposito di un gol solo sfiorato:«Stavo già pensando a correre dietro alla curva per abbracciare i tifosi quando ho visto la palla lambire il palo… Mi sono sentito mancare. Segnare un gol davanti a quella curva sarebbe stato un onore. L’importante comunque è aver raggiunto il traguardo che ci eravamo prefissati. Ma i giochi iniziano solo ora. Con Morini abbiamo cercato di darci una mano sapendo che era l’unico modo per imbastire qualcosa di serio. Ringrazio lui e tutta squadra »

Emanuele  Morini, autore del gol che ha dato la vittoria alla Samb, mantiene il sangue freddo: «Ho pensato sempre che una delle qualità più importanti dei giocatori sia l’umiltà. Per questo accetto qualsiasi convocazione ed estromissione senza battere ciglio. E’ importante restare in forma per poter essere pronto al punto giusto. Poi a volte, come oggi, questo comportamento ti ripaga doppiamente avendo contribuito anche a segnare il gol della vittoria. La dedico a tutti i tifosi. Ma ricordiamoci. C’è ancora tanto da fare»

Mentre la prestazione di un giocatore di altri reparti è in genere la sommatoria di vari momenti della gara spesso quella del portiere è legata ad un episodio, e mai come oggi sembra averlo dimostrato Massimo Marconato: «Su quel tiro non avevo visto la palla neanche arrivare. E’ stata una parata dettata da semplici riflessi e dall’intuizione. Sono riuscita a mandarla sotto alla traversa ed infine fuori dai pali. Se era gol? Quando ho guardato verso il segnalinee non mi sembra di averlo visto scattare verso il centro. Ora ci aspettano due partite difficili e lì dobbiamo concentrarci. Un portiere deve farsi trovare pronto più degli altri, la sua è più una prestazione di testa»

Lui è già nella storia della Samb ma se continua a giocare a quei ritmi e livelli con i quali si è esibito durante la partita con il Legnano entrarà nella leggenda di questa squadra. Ottavio Palladini si schernisce come sempre: «Dovevamo vincere e così è stato. La fascia da capitano dà solo una spinta in più ma alla fine non significa niente. Per quel che ne so Tinazzi ne è degno quanto me. Ma voglio Dare un ringraziamento particolare al pubblico che oggi è sotto il vero undicesimo uomo in campo. Ha sofferto con noi, ci ha sostenuto e spronato nei momenti difficili poi ci ha voluti tutti sotto alla curva come si usava una volta in un immenso abbraccio di ringraziamento. Ecco la vittoria di oggi va esclusivamente dedicata a loro»

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