SAN BENEDETTO DEL TRONTO – I Carabinieri coordinati dal capitano Giancarlo Vaccarini e dal tenente Massimo Di Lena arrestano sei nordafricani clandestini e mettono a segno un’importante operazione contro lo spaccio di eroina, denominata “operazione Piazza Pulita”. Molti i giovanissimi segnalati come assuntori, ciò testimonia che la piaga sociale del consumo di eroina torna prepotentemente alla ribalta anche fra le nuove generazioni. L’identikit del consumatore di droghe pesanti che esce fuori dall’indagine combacia con gli ultimi studi sul fenomeno: si tratta di policonsumatori, abituati a compiere cocktail di alcol, droghe pesanti e leggere, nei quali l’eroina assume il ruolo “gregario” (ma non certo meno pericoloso) di “calmante” successivo al consumo di cocaina.
I DETTAGLI Quattro mesi, tanto è durata l’indagine sulla banda di spacciatori tunisini e algerini. Si tratta di professionisti del crimine legato alla droga, più volte arrestati per reati simili, più volte destinatari di provvedimenti mai rispettati di espulsione dall’Italia  (sono quei fatti che mettono in luce un indubitabile vuoto normativo nella lotta al crimine).
Con costanza, indagini sul campo, pedinamenti e appostamenti in spiaggia, i Carabinieri hanno sgominato una banda abituata a passaggi velocissimi della droga fra i vari livelli di spaccio, facilitati dal confezionamento dell’eroina in capsule ermetiche da tenere in bocca per il commercio al minuto o di involucri più grandi per il trasporto da Napoli (questo il canale di approvvigionamento originario) mediante l’occultamento nelle cavità corporee.
Da qualche tempo i militari dell’Arma avevano notato una vistosa diminuzione del via vai di tossicodipendenti che dalla Riviera si dirigono verso Villa Rosa e Martinsicuro per procurarsi le dosi. Allo stesso tempo, si è registrata una anomala concentrazione di drogati in piazza Setti Carraro a Porto d’Ascoli e nella zona di piazza Garibaldi, vicino alla stazione ferroviaria, dove sono stati compiuti i primi arresti con sequestri di stupefacente.
Negli ultimi due mesi, poi, gli spacciatori si sono trasferiti in un punto ben preciso, sulla spiaggia libera a nord del porto. Una zona particolarmente indicata, poco o nulla illuminata, con facili vie di fuga e gli scogli che si prestano bene all’occultamento della droga. Una zona dove la banda di tunisini disponeva di una sorta di “ufficio” all’aperto, con tavolino e sedie nei quali ricevevano i clienti, solo in parte 30 enni e 40 enni dello “zoccolo duro” dei tossicodipendenti locali, spesso giovanissimi.
Il 31 gennaio il primo arresto, a Porto d’Ascoli, del 22 enne algerino Mohamed B.A.. Il 18 aprile in piazza Garibaldi scattano le manette per Mouldi A. e Saidi H, entrambi tunisini. Il 23 aprile nella zona del molo nord viene preso Mohamed Ali F., 26 enne, anch’egli tunisino.
Poi nella nottata fra il 30 aprile e il primo maggio in una camera d’albergo della zona portuale vengono individuati i vertici della banda. Assieme a 160 grammi di eroina bianca purissima, vengono sorpresi (e arrestati) Lazar A., alias “Mohamed”, 40 enne tunisino che si nascondeva assieme ai gregari Mouldi A. (già scarcerato dopo l’arresto del 18 aprile), e Jelel G.
L’eroina sequestrata in totale ammonta a 175 grammi, più 2000 euro in contanti. Si è scoperto che una volta trasportata da Napoli per mezzo di settimanali viaggi in bus di linea, la droga veniva tagliata con mannite e confezionata all’interno di casolari abbandonati a Martinsicuro. Lo spaccio avveniva poi all’ingrosso, in involucri da 5 o 10 grammi, al prezzo di 45 euro al grammo e un “taglio” di circa la metà della sostanza. Fra i gradini basilari della rete di spaccio, sono stati segnalati alla Prefettura come assuntori di stupefacenti dieci giovani italiani del comprensorio sambenedettese. A due di loro è stata ritirata la patente in quanto sorpresi alla guida sotto effetto di eroina.
EMERGENZA SOCIALE Giovani, “puliti”, poliassuntori di droghe varie, questo è l’identikit del “tossico” sambenedettese del 2009. Benchè totalmente dipendenti dalla sostanza dopo poche assunzioni, questi ragazzi di solito non si mostrano come i tossicodipendenti “classici”, che si trascinano per strada in condizioni di estremo degrado fisico e morale. Consumano infatti l’eroina bianca, che è pura e più costosa rispetto alla solita “brown sugar”, e che ha un effetto meno “degradante” nell’immediato ma non per questo meno profondamente esiziale e potenzialmente mortale.
Il campanello d’allarme, inoltre, deve suonare anche per il ritorno dell’eroina nelle piazze. Un fenomeno che, come concludono il capitano Vaccarini e il tenente Di Lena, desta particolare allarme sociale perché si accompagna alla presenza di siringhe in strada e insicurezza dovuta ai furti connessi a questa devianza sociale.

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