SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Lavoro sommerso fortemente radicato nella Riviera delel Palme. Recente infatti è l’arresto da parte delle Fiamme Gialle di San Benedetto di un imprenditore di nazionalità cinese. Oltre ad omettere totalmente il versamento delle imposte dovute all’Erario, l’uomo aveva impiegato irregolarmente 32 connazionali.

Le indagini nei confronti dell’imprenditore, che operava nell’hinterland di San Benedetto del Tronto, sono state avviate a seguito di un controllo su strada di un automezzo intestato alla propria ditta individuale, ufficialmente attiva nel settore delle “lavanderie industriali”.
Nella stessa lavanderia i militari hanno rilevato alcune situazioni irregolari da un punto di vista prettamente formale. L’imprenditore infatti non aveva versato le imposte ed aveva intrapreso anche un’attività “parallela” nel settore manifatturiero.

Le Fiamme Gialle hanno quindi ricostruito il complesso delle attività promosse dall’imprenditore cinese: i rapporti commerciali riguardavano numerose società operanti nel settore dell’abbigliamento, prevalentemente nella provincia di Teramo. Queste attività si avvalevano di un nutrito gruppo di connazionali che soggiornavano in locali di fortuna ubicati nelle vicinanze del laboratorio del titolare, impiegati ben oltre gli ordinari orari e pagati peraltro in maniera esigua e senza il versamento di alcuna contribuzione obbligatoria.

L’imprenditore era quindi particolarmente competitivo sul mercato in quanto oltre a beneficiare di un costo del lavoro decisamente basso, ometteva completamente qualsiasi versamento di imposte e contributi dovuti allo Stato.

Le Fiamme Gialle hanno segnalato quindi agli Uffici di competenza l’omesso versamento di contributi previdenziali per 45 mila euro e l’omesso versamento di imposte dirette ed indirette per un importo complessivo di oltre 120 mila euro.
Le relative sanzioni penali saranno decise dalla Procura della Repubblica di Ascoli Piceno.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 899 volte, 1 oggi)