SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il nuovo Piano di spiaggia ha ricevuto la prima delle due approvazioni necessarie in vista dell’entrata in vigore effettiva (non prima dell’estate 2010), durante la seduta di mercoledì 29 aprile del Consiglio comunale. Il testo approdato in aula non è stato approvato tal quale, ma ha subito alcune modifiche non secondarie.

L’assise infatti ha approvato quattro emendamenti al testo, tre proposti dal sindaco Gaspari, uno dai consiglieri del Partito Democratico Lorella Bovara e Fabio Urbinati. Entro un massimo di sei mesi dovrebbe avvenire la seconda e definitiva approvazione da parte del Consiglio comunale.

In base al primo emendamento, 12 delle 43 spiagge libere esistenti a San Benedetto potranno essere prese in concessione da associazioni, che ne garantiranno pulizia, servizio di salvataggio, sorveglianza e gestione dei servizi igienici. Per questo potranno installare esclusivamente manufatti per i servizi igienici e piccoli depositi.

Questa possibilità è stabilita dal Piano Regionale di Gestione Integrata delle Aree Costiere (atto della Regione Marche), che recita: “i Comuni possono stipulare convenzioni con i titolari delle concessioni balneari, oppure con imprese, società, cooperative e associazioni nel rispetto dei criteri di economicità e convenienza, facilitando, nei modi ritenuti più opportuni, l’affidamento del servizio a cooperative e associazioni che utilizzano personale diversamente abile, nonché ad organizzazioni di volontariato”. Questa opzione, per come viene ripresa dal nuovo Piano del Comune, si applica prioritariamente a tutte le spiagge libere con fronte mare uguale o inferiore a 5 metri.
Il secondo emendamento stabilisce che i chioschi già previsti sul terzo comparto (dalla rotonda di Porto d’Ascoli alla Sentina) non potranno essere realizzati prima di tre anni dall’approvazione definitiva della variante al Piano di spiaggia. Il terzo emendamento fa venire meno la possibilità di installare piccoli impianti eolici su quegli stabilimenti che coprono il portico d’ingresso: la possibilità di questa copertura resta, a condizione che vengano installati pannelli solari o fotovoltaici.

L’emendamento Bovara-Urbinati, infine, riguarda il tema dell’accessibilità alla spiaggia e stabilisce che i concessionari non potranno in alcun modo limitare l’accesso alla loro concessione o il transito attraverso essa per raggiungere l’arenile, nemmeno in occasione dello svolgimento di intrattenimenti vari, in qualsiasi ora del giorno e della notte. Con l’eccezione del mantenimento della sicurezza nei locali durante i momenti di “ballo spontaneo”, anche se il servizio d’ordine però non potrà rifiutare l’accesso tout court avendo comunque il compito di accompagnare l’utente fino alla spiaggia.

Dopo il voto su ogni singolo emendamento, il Piano “emendato” è stato approvato, all’una e 45, con 17 voti favorevoli e 8 contrari.

«Abbiamo compiuto un lungo percorso fatto di grande partecipazione e condivisione delle problematiche affrontate», ha commentato il sindaco Gaspari, «C’erano esigenze nuove che attendevano una risposta. Erano necessari correttivi per poter fruire liberamente della spiaggia, per dare la possibilità di adeguarsi alle normative igienico-sanitarie, uscire da quelle situazioni in cui le cabine erano utilizzate per gli usi più disparati. Deve essere chiaro quali siano doveri e diritti. Abbiamo incontrato più volte tutti i soggetti interessati, ascoltato tutti, raccolto le esigenze, e poi non abbiamo fatto la sommatoria, ma presentato alla città tutta, e non solo ai concessionari, il Piano di spiaggia».

«C’è stato un lavoro prezioso da parte dei tecnici comunali, dal dirigente Polidori, alla consulente Zazio, ai collaboratori Cicchi, Tiburtini, Ciarrocchi, e a tutti gli altri. Oltre che un lavoro appassionato dei consiglieri comunali, che fino all’ultimo hanno valutato e limato, per rispondere alle esigenze del territorio. Rendere la spiaggia accessibile sempre e a tutti è il principale criterio che ci ha ispirato. Siamo gemellati con Viareggio: e lì, come in Liguria o sulle coste laziali, questo non avviene, perché sovente l’accesso è a pagamento».

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