ASCOLI PICENO – E adesso i giochi si fanno molto, molto complicati. Anche Amedeo Ciccanti, onorevole dell’Udc, si candida come presidente della Provincia di Ascoli e San Benedetto (è già candidato sindaco nel capoluogo). Sono quindi cinque i nomi in lizza: oltre a Ciccanti, l’attuale presidente Massimo Rossi (Rifondazione Comunista), l’ex vicepresidente Emidio Mandozzi (Pd), l’ex sindaco di Ascoli Piero Celani (Pdl) e il candidato della Destra Stefano Cannelli. I primi quattro, al di là del peso dei rispettivi partiti, sono personaggi in grado di catalizzare moltissimi voti. Il ballottaggio sembra quasi scontato, a questo punto, con Ciccanti e l’Udc che hanno il vantaggio di poter optare per un accordo al secondo turno sia con Pd che con Pdl («Andremo con chi darà più garanzie centriste» ha detto Ciccanti).
Difficile capire quale sarà l’impatto della candidatura Ciccanti: il suo bacino di voti lo rosicchierà sicuramente a Celani, di cui è stato acerrimo nemico nell’ultima fase del suo mandato (l’Udc ha tolto all’ex sindaco l’appoggio, costringendolo alle dimissioni). Entrambi appartengono alla sfera “moderata” ed entrambi sono di Ascoli. Ciccanti, rispetto a Celani, può comunque vantare, indubbiamente, una maggiore conoscenza e riconoscibilità – data se non altro dai tre consecutivi mandati da parlamentare – anche nella Riviera.
Qualche voto Ciccanti dovrebbe rosicchiarlo anche a Mandozzi, creandogli dei grattacapi nella corsa tutta a sinistra con Rossi, il quale, invece, non dovrebbe essere toccato sensibilmente da questa ultima candidatura.
Diversa la situazione al secondo turno: mentre sia Mandozzi che Celani potrebbero stringere alleanze con Ciccanti e l’Udc, questa possibilità sarebbe preclusa a Rossi, che dunque si troverebbe in difficoltà a “sfondare” verso il mondo cattolico e moderato.

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