MONTEPRANDONE – Cinque anni fa fu il primo degli eletti, con circa 450 preferenze: l’attuale vicesindaco e assessore all’Urbanistica, Adriano Bordoni, ancora non ha la certezza di ricandidarsi alle prossime elezioni amministrative del 6 e 7 giugno, anche se con ogni probabilità il Partito Democratico non si priverà di lui: «Ho dato la mia disponibilità». Già assessore ai Lavori Pubblici durante il secondo mandato Ruggieri, Bordoni può dare un giudizio positivo all’amministrazione Menzietti: «Da sempre Monteprandone ha avuto giunte di centrosinistra che hanno saputo bene amministrare il paese, nonostante l’ovvia dialettica interna e i cambi di amministrazione. Non c’è dubbio che negli ultimi cinque anni abbiamo dato un notevole impulso per migliorare la qualità della vita».
Qualche esempio?
«La manutenzione delle strade e tutto ciò che abbiamo realizzato per le scuole, ad esempio. Abbiamo lavorato molto per la programmazione, e la nuova piscina, che proprio in questo periodo vede l’avvio dei lavori di realizzazione, ne è l’esempio. Ma vorrei citare anche lo svincolo sulla Superstrada, il cui decreto di attuazione dell’accordo di programma già sottoscritto è stato pubblicato lo scorso mese di marzo e potrà quindi essere presto avviato. Riguardo la piscina la riteniamo una struttura importante non solo per Monteprandone ma per una importante area, dato che quella di San Benedetto è sovraffollata».
A proposito dello svincolo: quale saranno le opere accessorie?
«Innanzitutto, in quel modo, potremo ridurre il traffico veicolare, e mi riferisco soprattutto a quello pesante, che interessa la Salaria e il centro abitato. L’attuale svincolo, infatti, è inadatto. A tal proposito, occorre ribadire che l’accordo di programma prevede la creazione di una struttura che fungerà come elemento commerciale e di svago di cui la città necessita, essendo piuttosto ricchi di insediamenti industriali e artigianali».
Veniamo all’urbanistica. Monteprandone registra una crescita notevole: ci saranno modifiche al Piano regolatore nel prossimo futuro?
«Attualmente il Piano approvato nel 2002 è stato completato per oltre il 70% degli insediamenti previsti. Negli ultimi anni siamo cresciuti al ritmo di quasi 500 residenti l’anno, e questo sviluppo ha consentito anche all’economia locale di sostenersi, attraverso l’edilizia e tutto l’indotto. Tuttavia al momento, vista anche la situazione di crisi, non credo si possa pensare a grandi variazioni del Piano regolatore, e neppure a grandi varianti. Credo che si possa, al massimo, realizzare qualche piccola variazione. Penso, ad esempio, ad una rotatoria da costruire in zona San Giacomo, o ad interventi di edilizia qualitativa. Ma nulla di particolare».
Di cosa si dovrà occupare la prossima amministrazione?
«Monteprandone è cambiata, ed ora ha altre esigenze, rispetto a quelle del passato. Prima serviva un campo di calcio o una struttura sportiva, in questo momento invece occorre valorizzare tutte quelle potenzialità sotterranee che ci sono ma non trovano spazio. Quindi occorrerà cercare di realizzare un teatro o comunque una struttura adatta a contenere esibizioni o incontri di un certo tipo, cosa che manca a Monteprandone. A livello economico, si dovrà puntare molto di più sul turismo, e cercare di valorizzare le nostre colline e il nostro centro storico con l’apertura di ulteriori agriturismi. In questo senso la vicinanza con San Benedetto sarà strategica».
Cosa ne pensa del candidato sindaco Stefano Stracci?
«Io l’ho portato per la prima volta in sezione, quando aveva 22 o 23 anni. Era un giovane animato da notevole passione per la politica, e in questi anni ha già maturato importanti esperienze politiche, prima in Provincia e poi all’Ato. Secondo me sarà un buon sindaco: come ha detto, cercherà di consolidare le passate esperienze con quelle dei più giovani».
C’è qualche rammarico su quel che poteva essere realizzato?
«Forse proprio sul tema della viabilità. Purtroppo è un problema che non siamo riusciti a sbloccare in questo mandato, ma abbiamo posto le basi per risolverlo nel prossimo».
Quale sarà il ruolo di Monteprandone nella nuova Provincia?
«Da sempre, siamo stati un comune satellite di San Benedetto, tuttavia con la crescita demografica possiamo avere l’autonomia per proporci anche in uno scenario più ampio. Ci vorrebbe, certo, più collaborazione tra Comuni».

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