ANCONA – Le Marche sono pronte ad affrontare l’influenza suina, qualora arrivasse. Il Comitato pandemico regionale infatti si riunisce mercoledì 29 aprile per avviare un primo confronto sulle misure di contenimento dell’influenza suina. L’Oms, Organizzazione mondiale della Sanità ha elevato il livello di “allerta” da 3 a 4, su una scala di 6 gradi e la Regione si prepara ad attuare le indicazioni che potranno essere emanate dalle autorità internazionali e nazionali.

«L’innalzamento del livello di allerta – spiega l’assessore regionale alla Salute Almerino Mezzolani – non significa che sia già in atto una pandemia, ma solo che è aumentato il rischio che possa avvenire. Le Marche, quindi, si stanno attrezzando per ogni evenienza. Per questo è prevista anche una riunione dei Dipartimenti di prevenzione, allargata ai referenti dei Piani pandemici locali, per organizzare una risposta unitaria, all’eventuale diffusione del virus, utilizzando tutta la rete del Servizio sanitario regionale».

«Nelle Marche – ricorda Mezzolani – a partire dal 2003, quando si ipotizzava l’arrivo della Sars, e poi dal 2006 per quanto riguardava l’influenza aviaria, si è lavorato per preparare la risposta a una possibile pandemia influenzale, seguendo gli indirizzi del ministero della Salute: nel febbraio 2006 infatti il presidente della Giunta regionale ha nominato un Comitato pandemico regionale composto da esperti della sanità e della protezione civile».

Aggiunge ancora l’assessore: «Nel novembre 2007 è stato anche approvato il Piano pandemico regionale, coerente con quello emanato a livello nazionale. Mentre nel 2008 tutte le Zone territoriali dell’Asur, le Aziende ospedaliere e l’Inrca hanno lavorato alla realizzazione di uno schema operativo comune per i Piani pandemici locali».
«Era già previsto – prosegue Mezzolani – che entro aprile 2009 fossero completati tutti i Piani delle zone territoriali Asur. L’Azienda ospedaliera di Torrette ha da tempo un proprio piano di risposta a una pandemia, così come anche altre strutture importanti del Servizio sanitario regionale».

Conclude l’assessore: «Per quanto riguarda le caratteristiche della malattia i dati appaiono in parte contradditori: mentre in Messico l’infezione sembra causare una malattia con conseguenze molto gravi, negli Stati Uniti e nelle altre nazioni colpite fino a ora la malattia si è presentata in modo “leggero”».
Le fonti ufficiali, a questo proposito, correttamente aspettano che evidenze scientifiche spieghino il fenomeno, senza dover ricorrere a ipotesi basate solo su proiezioni teoriche.

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