SAN BENEDETTO DEL TRONTO – È certamente il punto più atteso tra quelli in discussione durante il Consiglio comunale convocato per mercoledì 29 aprile alle ore 18,30 nella sala di viale De Gasperi 124: il nuovo Piano di spiaggia verrà dibattuto dopo numerosi passaggi in commissione urbanistica e un articolato confronto con la città.

Durante i lavori di mercoledì sarà dibattuto come punto n. 13, dopo un’ordine del giorno per esprimere solidarietà alle popolazioni colpite dal terremoto, l’approvazione di tre verbali, cinque interrogazioni, due punti riguardanti il bilancio comunale (rendiconto di gestione 2008, e destinazione avanzo con verifica di bilancio e variazione del previsionale 2009 e del Piano pluriennale di investimenti 2009/2011) e l’ingresso di due nuovi soci nel Consorzio Universitario Piceno (fra i documenti allegati il programma completo).

L’approvazione definitiva del Piano di spiaggia dovrebbe avvenire entro luglio, previo un nuovo passaggio in Consiglio comunale. Infatti, non trattandosi tecnicamente di una variante al Piano regolatore generale, ma di una variante al vigente Piano particolareggiato di spiaggia, non ha bisogno dell’approvazione da parte della Provincia.

Dopo il passaggio del 29 aprile, il Piano potrà essere visionato per 30 giorni, e nei successivi 30 il Comune raccoglierà le obiezioni da parte dei vari soggetti pubblici e privati. Nel frattempo, verrà indetta una “conferenza dei servizi”, tra Comune, Regione Marche, Capitaneria di porto, Sovrintendenza, Dogana e altri enti, i quali formuleranno eventuali altre obiezioni.

Di fatto, il nuovo Piano è il primo a mutare l’impianto di quello redatto negli anni ’80 dall’architetto Edda Follis (approvato definitivamente nel 1989, con successive variazioni, l’ultima nel 2004), visto che fin qui si erano registrate solo varianti rispetto ad un impianto sostanzialmente immutato.

Il Piano consta di quattro punti principali: adeguamento alle norme igienico-sanitarie; liberazione dei fronti-mare (per rendere visibili la spiaggia e il mare stesso anche dal lungomare); accessibilità globale al mare (per esempio, tutta la spiaggia, sia i tratti “liberi” che quelli inerenti gli chalet, dovranno essere accessibili ai disabili); risparmio energetico. Quest’ultimo punto implica, ad esempio, che la copertura del portico d’ingresso, ove presente, sarà consentita dietro installazione di pannelli solari, fotovoltaici o impianti eolici, e provvedimenti consimili.

Tutto l’arenile, inoltre, sarebbe percorso da una passerella di legno da nord a sud, rimuovibile in inverno. Questa passerella, invece, sul tratto di arenile che va dalla rotonda di Porto d’Ascoli alla spiaggia libera che si trova dopo la concessione n. 114, diventerebbe una vera e propria “passeggiata”, larga 3,5 metri, illuminata, e fissa, congiunta al lungomare.

Il lungomare stesso viene diviso in quattro comparti: il primo è quello dei primi 16 chalet, detti “storici”, ovvero quelli in muratura, di proprietà statale, per i quali i gestori pagano un canone concessorio, ulteriore rispetto a quello per la spiaggia. Ogni chalet storico riceve una sua scheda propria, e in generale, gli chalet più grandi, su tutto il lungomare, avranno la possibilità di impiantare attività “salutiste” (talassoterapia, ad esempio). Nessuno di questi primi 16 chalet si era adeguato al piano Follis.

Il secondo comparto comprende 82 chalet, di cui 49 adeguati alle prescrizioni Follis. Il terzo comparto riguarda appunto il tratto di spiaggia che va dalla rotonda di Porto d’Ascoli alla spiaggia libera che si trova subito dopo la concessione n. 114, e questi chalet del terzo comparto avranno la possibilità di installare piccoli manufatti per usi come edicola, bar, o altro. Infine il quarto tratto è quello corrispondente alla riserva naturale della Sentina, che in quanto tale non può essere modificata in alcun modo.

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