SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Il candidato alla presidenza della Provincia Emidio Mandozzi (Pd) si dice «basito per un attacco portato alla mia persona, che esula da qualsivoglia diversa visione politica». I fatti: al termine del dibattito con gli altri candidati Cannelli, Celani e Rossi, tenutosi domenica presso la palestra “Sabatino D’Angelo” a San Benedetto, cinque sostenitori di Rossi dal pubblico hanno inveito contro il candidato del Pd.
Mandozzi la vede così: «Una vera e propria aggressione verbale condita da offese ed epiteti irripetibili, all’indirizzo della mia persona in un contesto dove invece la politica era stata invitata a spiegare programmi e contenuti politici rispetto alle prossime elezioni, circa un territorio dove i cittadini vogliono ed hanno diritto di sapere, conoscere e capire sino in fondo le diverse posizioni in campo. Un attacco sferrato nel momento in cui stavo spiegando le differenze abissali tra il modo democratico di intendere e fare politica del centro-sinistra, intesa come profondo confronto dialettico con la base, rispetto a quella del centro-destra berlusconiano ed accentratore. Evidentemente, qualcuno non vuole che si discuta e ci si confronti democraticamente e pacatamente su progetti e programmi, e tenta di buttarla in rissa».

Per l’esponente del Partito Democratico, gli attacchi rappresentano «un tentativo di destabilizzare il quadro politico facendo leva sulla diversificazione della sinistra, demonizzando l’avversario a suon di insulti, nella vana speranza di alimentare uno scontro personale, prima che politico, che io stesso ho già dichiarato a chiare lettere che non ci sarà».

Si tratta di «un brutto biglietto da visita per la campagna elettorale che sta per avere inizio».
«Gli esagitati – prosegue Mandozzi – sono stati peraltro redarguiti da un applauso di solidarietà nei miei confronti tributato da tutta la sala, mentre l’incontro si era tenuto entro i canoni del rispetto e della correttezza reciproca tra candidati. Non è offendendo o demonizzando l’avversario che si rende un buon servizio al nostro territorio. Sono pronto a ricevere tutte le contestazioni possibili ed immaginabili, così come ho messo in conto, al pari di ogni politico od amministratore pubblico che scende in lizza per una competizione elettorale, critiche e polemiche politiche. Quelle a cui non sono disposto a sottostare sono invece le prevaricazioni di carattere personale che offendono la mia dignità di persona, prima che di uomo politico».

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