SAN BENEDETTO DEL TRONTO – La Resistenza come patrimonio comune e condiviso è stato il messaggio che si è idealmente levato anche da San Benedetto in occasione del 25 aprile, 64° anniversario della Liberazione d’Italia dal nazifascismo. Al centro dell’iniziativa organizzata nella sala consiliare di viale De Gasperi 124 la presentazione del nuovo libro del prefetto di Ascoli Piceno Alberto Cifelli, intitolato “I Prefetti della Liberazione”, il cui contenuto è stato sintetizzato non solo dal prefetto stesso, ma anche da Costantino Di Sante, dell’Istituto Storia Marche, che ha tenuto un intervento sul tema “L’istituto prefettizio dal fascismo alla liberazione”, e Piero Di Girolamo dell’Università di Teramo, che ha invece ricordato una delle figure “leggendarie” della Resistenza italiana, nel corso di un intervento su “Ettore Troilo: un partigiano prefetto a Milano”.
L’iniziativa nella sala consiliare, il successivo corteo e la deposizione di corone ai tre monumenti ai caduti sono stati seguiti da un parterre al gran completo di autorità civili e militari, e da rappresentanti di tutte le associazioni combattentistiche e d’arma, come l’ANPI e altre. Molti rappresentanti istituzionali, come l’assessore Donati per la Regione Marche, l’assessore Capriotti per la Provincia di Ascoli Piceno, i sindaci di Cupra Marittima e Ripatransone, i vicesindaci di Grottammare e Monteprandone.
Nel suo intervento, il prefetto Cifelli ha parlato delle quattro date “fondanti” della Repubblica italiana, ovvero il 25 luglio («una caduta quasi democratica del regime fascista», ha detto Cifelli), l’8 settembre 1943 («la scelta di campo dell’Italia»), e poi il 25 aprile 1945 e infine il 2 giugno 1946, la data del referendum monarchia/repubblica, e per l’assemblea costituente. Cifelli ha spiegato il significato quasi ossimorico del titolo del suo libro, spiegando che i “prefetti della liberazione” furono quelli nominati dopo il 25 aprile, spesso uomini che lasciarono redditizie libere professioni per servire lo Stato, e poi “liquidati” senza troppi ringraziamenti, dopo il ’48.
Di Sante ha svolto con dovizia di dati il tema del suo intervento, a partire dall’istituzione della figura del prefetto dopo l’unità d’Italia, avvenuta nel 1861, riprendendo un tradizionale modello francese. Di Sante ha inoltre ripreso alcuni casi già accennati da Cifelli, per esempio alcuni “luminosi” esempi di prefetti, come Sacchetti ad Ancona, che rifiutò di fornire al regime l’elenco degli ebrei residenti. E inoltre i “prefetti della Liberazione” (nominati dopo il 25 aprile 1945) Lorenzini a Teramo, e Petroni ad Ascoli (nominato a discapito del leggendario capo-partigiano Spartaco Perini), cui successe il prefetto Brosi. Di Sante ha concluso il suo intervento ricordando un rapporto dei Carabinieri al governo, sulla situazione a San Benedetto dopo il 25 luglio: bisogno urgente di un intervento igienico-sanitario, mancanza d’acqua, anarchia nei vari centri della provincia, problemi dei trasporti dei generi alimentari.
Piero Di Girolamo ha invece offerto un articolato intervento sulla carriera di Ettore Troilo, capo indiscusso della brigata Maiella, poi nominato prefetto di Milano, dove dovette affrontare questioni complesse, anche di supplenza dello Stato rinascente, da quella del lavoro a quella della “gestione” dei reduci, i rapporti con i partigiani, il CLN, il neofascismo, la rivolta nel carcere di San Vittore, la preparazione delle elezioni amministrative, delle politiche e del referendum. Il tutto in una città nevralgica per l’Italia, in virtù delle risorse che aveva, su tutti i fronti, per affrontare la ricostruzione dopo la guerra. L’occupazione della prefettura di Milano segnò la conclusione dell’incarico a Troilo, abruzzese a Milano, e forse la fine del dopoguerra in Italia.
Dopo l’iniziativa in Comune, il tradizionale corteo delle autorità e delle associazioni verso il centro cittadino, e la deposizione delle corone ai tre monumenti ai caduti (i due di viale Moretti e quello presso l’Associazione Nazionale Marinai d’Italia). Il 25 aprile 2009 a San Benedetto si è concluso alla rotonda Giorgini, con il concerto ad ingresso gratuito dell’Orchestrina Popolare. Il 20 e 21 giugno San Benedetto ospiterà il raduno regionale dei bersaglieri.

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