SAN BENEDETTO DEL TRONTO-  Cammarata, Caccavale, Dazzi, Ferrini, Forò, Lanzoni, Marconato, Morini, Moi, Olivieri, Pietribiasi, Pippi, Palladini, Sirignano, Tinazzi, Titone, Traini, Visone. Sono questi i “diciotto” che mister Rumigani ha deciso di portare a Venezia per la partita che deciderà molto del futuro di una delle due squadre in vista di play-off e retrocessione dirette.

Tra gli esclusi Bonfanti, che non si è completamente ripreso, Magnani per un malanno che lo terrà fermo fino a martedì. Gli altri o perchè gravati da qualche diffida, oppure giudicati non in forma fisica o psicologica per affrontare un match così delicato (soprende l’esclusione di Califano). Si parte domani mattina, sabato di buon ora, verso le nove, poi sosta pranzo ed infine direzione Venezia.

Il Gazzetino Veneto titola a tutta pagina «Maestro mi dispiace, ma questa volta vinco io», parole di Michele Serena, attuale allenatore del Venezia, ex discepolo di Rumignani. Questo a significare che, di riflesso, la rivoluzione in casa Samb ha colto di sorpresa e un pò scombussolato anche l’ambiente avversario. Eh sì perchè se c’è uno che conosce quell’ambiente  come nessun altro questo è proprio l’attuale mister rossoblu che da quelle parti è nato (Gemona) e lì possiede un paio di abitazioni tra Lignano Sabbiadorio e Mestre. Senza contare di quell’anno che lui  vinse il suo campionato con il “modesto” Mestre, la corazzata “Venezia” costruita per vincerlo, retrocesse.

«Ma non perdiamoci in discussioni salottiere – taglia corto “il grande vecchio” – siamo qui per parlare della partita. Non chiedetemi di moduli. Ne ho provati una mezza dozzina in questa settimana e nessuno di questi mi ha soddisfatto, un po’ perchè i ragazzi non ci erano avvezzi. Allora sarà una partita all’arma bianca. Con la testa fasciata da bendaggi di sangue rosso e blu se necessario». Ma ci sarà pure un intendimento, difensivo o offensivo? Se non andiamo errati lo soprannominavano “Il Trapattoni dei poveri?”
«Giusto, ma nel computo dei gol fatti dalle mie squadre e da quelle del mio più famoso collega Giovanni (Trapattoni) le reti non mancano. Cosa mi aspetto dal Venezia ? Le stesse convinzioni che hanno in testa loro. Siamo al 31° turno di campionato: o la va o la spacca. Mi serve gente che corre fino all’ultimo fiato, giochi a fisarmonica (tutti avanti e tutti indietro ndr) senza conoscere i tasti. Poi da sabato, tanto per non drammatizzare troppo, ci potrà scappare anche qualche pacca sulle spalla e una barzelletta»

Intanto la vendita dei biglietti sta toccando quota 500. Pulmann, macchine, qualcuno in treno. Si ritorna all’antico. E’ sicuramente un nuovo clima. Lo testimonia Fabio Tinazzi che davanti alla stampa, invece dello sguardo preoccupato e frustrato di sempre, entra a testa alta, petto all’infuori e “sguardo da tigre”: «Andiamo a Venezia per far nostro questo risultato e continuare su questa strada». Nessuno vuol pensare ad una retrocessione, sia per chi è della Samb ma anche per quelli che poi, dovranno tornare nello loro sedi più blasonate, con un biglietto di ritorno poco lusinghiero.

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