ALLEGHIAMO IN PDF, SCARICABILE NEI LINK POSTI SULLA DESTRA, LA DOCUMENTAZIONE IN POSSESSO DEL COMITATO DI QUARTIERE PORTO D’ASCOLI CENTRO IN MERITO AL PERICOLO DI ESONDAZIONE DEL TRONTO E ALLA POSSIBILE ESERCITAZIONE DI EVACUAZIONE

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – «Egregio dottor Bertolaso, mi rivolgo a lei come ultima possibilità»: così scriveva il presidente del quartiere di Porto d’Ascoli Centro, Giorgio Panichi, al presidente della Protezione Civile, il 23 marzo 2007, in riferimento al pericolo dell’esondazione del fiume Tronto.
Panichi (e assieme a lui i presidenti dei Comitati di Quartiere di Porto d’Ascoli): scriveva: «Abbiamo chiesto più volte alle istituzioni un incontro per poter organizzare ed informare la cittadinanza su come comportarsi al ripetersi di tale catastrofe, ma fino ad oggi nulla è stato fatto».
Nella lettera si continuava: «Questo Comitato contesta alla Protezione Civile Provinciale manifestazioni di carattere pubblicitario nel periodo dell’Epifania con costi e mezzi dispiegati in maniera esagerata, mentre quando si deve provvedere all’organizzazione di esercitazioni nemmeno una risposta ai cittadini».
La Regione Marche in precedenza, attraverso Sarda Cammarota, dirigente del Servizio di Protezione Civile Regionale aveva risposto: «Non è possibile nei tempi richiesti (marzo/aprile 2006) organizzare una esercitazione sulla esondazione del fiume Tronto» mentre «è possibile fare una “Esercitazione per posti di Comando” (che prevede l’opera dei soli posti di comando: le varie sale operative e personale e strutture specialistiche dei diversi enti, senza il coinvolgimento dei cittadini). Durata mezza giornata». La dirigente precisava che la Regione era disponibile ad effettuare degli incontri con i Comitati e i cittadini dei quartieri e suggeriva «la realizzazione di un opuscolo informativo» e «organizzare dei corsi sui temi della protezione civile». Inoltre «la Regione lavorerà per organizzare in tempi medi, forse entro l’anno se gli impegni lo permetteranno, una esercitazione a livello provinciale».
Altre lettere del Comitato di Quartiere sono state inviate negli ultimi anni anche al Comune di San Benedetto.
L’Aquila insegna: prevenire sarebbe molto meglio che curare. Usiamo, d’obbligo, il condizionale.

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