SAN BENEDETTO DEL TRONTO- Punto Giuridico ed Anmil. Due associazioni che entrano in partnership con la “Pro Loco” di Marco Calvaresi. La prima è una Onlus  nata nel 1919 (Associazione Mutiliati ed Invalidi del Lavoro) può contare su circa 540 mila iscritti a livello nazionale e 1.500 nella sola nuova provincia picena.

Il vice presidente Ernesto Strappelli è chiaro: «Nonostante la nostra capillare e ben nota presenza sul territorio dobbiamo ringraziare la “Pro Loco” che ci ha aperto le porte. Insieme speriamo di fare un buon lavoro per gli associati e per quanti abbiano bisogno  del nostro aiuto». Stesso intento ma di tutt’altro genere quello offerto da “Punto Giuridico”  che ha sede in Viale Cristoforo Colombo 72, zona Porto telefono 0735.59.36.81.

Sulla falsariga di un sistema molto in voga in America si dà assistenza legale veloce, pratica, realistica senza fronzoli o false promesse ad una infinità di situazioni nella quale il cittadino potrebbe venirsi a trovare.  Risarcimento danni, separazione e divorzio dei coniugi; sanzioni amministrative e del Codice della Strada; assistenza e consulenza per atti di compravendita immobiliare, redazione di perizie sugli immobili; redazione di perizie sui beni ereditari, per citarne alcuni a prezzi di molto inferiori alle normali parcelle.

Un “discount” legale? Stefano Oriente e l’avvocato Silvia Vitali, rispettivamente segretario e coordinatrice del “pool” di esperti rispondono in coro: «Assolutamente no. Ma un modo nuovo, essenziale, e sopratutto realistico in base ai casi prospettati di dare assistenza veloce e pratica. Alcune nostre parcelle sono quasi la metà di quelle in voga». I soci della Pro Loco avranno diritto ad un 10% di sconto.

Alla conferenza stampa mancava il Presidente Marco Calvaresi ma sono bastate le dichiarazioni al vetriolo di quello onorario Ivano Pennesi nei confronti dell’amministrazione comunale che, non riconoscendo ancora la Pro Loco avrebbe ottenuto: «Tre meriti che sono quelli di vietare in tal modo alla Pro Loco di accedere ai fondi Regionali da poter essere impiegati per organizzare manifestazioni gestite da volontari alleggerendo il peso economico della città. La mancanza di poter essere rappresentata in modo adeguato, con 1.500 iscritti presso l’UNPLI massimo organo nazionale per tale associazioni ed infine, forse il più grave-conclude Pennesi- che se riconosciuta la Pro Loco avrebbe potuto prendere in carico dei giovani ragazzi del territorio per svolgere diverse mansioni ed il loro stipendio sarebbe stato garantito dallo Stato»

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