ASCOLI PICENO – Dal dirigente del servizio Viabilità della Provincia, ingegner Paolo Tartaglini, riceviamo e pubblichiamo la risposta ad alcune esternazioni apparse sulla stampa, relativamente alla procedura di realizzazione dell’ampliamento del ponte ferroviario sul Tronto. Tartaglini, pur senza nominarlo, fa riferimento alle parole del sindaco di San Benedetto Giovanni Gaspari.

Alla luce delle esternazioni apparse stamane sulla stampa, mi corre l’obbligo fornire alcuni chiarimenti circa lo stato della procedura di realizzazione dell’ampliamento del ponte ferroviario sul Tronto.
La Provincia ha assunto la titolarità dell’attuazione dell’opera in virtù di un accordo di programma stipulato nell’autunno scorso con l’Autorità di Bacino Interregionale del Fiume Tronto che ha messo a disposizione una somma di 4,8 milioni di euro. Il sottoscritto è il responsabile del procedimento per un progetto che vede al lavoro un pool di tecnici dei diversi enti coinvolti e che prevede l’ampliamento dell’attuale superficie di deflusso del fiume attraverso la realizzazione fuori cantiere di una ulteriore campata costituita da un monolite in cemento armato che poi, con tecniche ormai ampiamente sperimentate, verrà “spinto” sotto il terrapieno ferroviario, analogamente a quanto avviene per la realizzazione di sottovia, a sud nella parte abruzzese. Una volta ultimata questa fase, verrà spostato l’argine del fiume così da interessare la nuova luce del ponte che quindi sorgerà nella golena a sud dell’asta fluviale.
In questi mesi abbiamo lavorato per definire insieme a Rfi, che gestisce la rete ferroviaria, le complesse problematiche tecniche connesse alla realizzazione dell’opera, le principali delle quali riguardano gli interventi per salvaguardare la spalla del ponte sul lato abruzzese interessata dall’allargamento. Questi problemi sono stati risolti ed ora ci accingiamo ad approvare il progetto definitivo che sarà pronto in un paio di mesi al massimo. Se dunque non vi saranno ostacoli, è ragionevole ritenere che si possano iniziare le operazioni di gara d’appalto entro l’estate. I lavori, poi, vista la tecnica che sarà adottata, non dovrebbero durare più di un anno.
Quanto alla piena del Tronto di questi giorni, mi preme soltanto far rilevare che, mentre il ponte ferroviario ha arcate ampie 25 metri, quello stradale presenta luci non più ampie di 13/14 metri: come anche un bambino capirebbe, più lo spazio si restringe e più l’acqua fa fatica a defluire, così come è più probabile che i detriti si arrestino sui primi ostacoli che incontrano, vale a dire proprio i piloni del ponte stradale. In ogni caso confermo che la Provincia ha seguito costantemente l’andamento della piena accertandosi che gli impianti di sollevamento funzionassero a dovere e, nonostante la portata del fiume sia stata non certo irrilevante, mai si è registrato alcun serio pericolo di esondazione nelle zone di competenza dell’Amministrazione provinciale.

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