SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Una notte insonne del sindaco e della sala operativa comunale della Protezione Civile, preoccupazione dei cittadini e degli imprenditori memori della disastrosa alluvione del 1992.
Il fiume Tronto è tornato a intimorire per il mai dimenticato rischio delle esondazioni nelle pianure circostanti, ma gli argini allargati dopo il disastro di 17 anni fa e la pulizia dell’alveo per la realizzazione del nuovo ponte stradale sulla statale 16 hanno permesso di tenere la situazione sotto controllo.
Il sindaco di San Benedetto lancia l’allarme sull’urgenza di rifare il ponte ferroviario sul Tronto (clicca qui).

Le precipitazioni piovose degli ultimi giorni – ininterrotte quelle per tutta la giornata di martedì 21 aprile – hanno fatto scattare l’allerta della Protezione Civile nella tarda serata del 21 aprile, appunto.
Arriva l’annuncio della ondata di piena, giungono bollettini meteorologici preoccupanti sulla portata delle piogge, nell’entroterra lungo la vallata del Tronto la gente inizia a preoccuparsi guardando giù dalle ringhiere dei ponti stradali sul fiume piceno.
Poi le previsioni lasciano spazio a una realtà meno preoccupante, a piogge che scemano, anche se la portata del fiume fino a mercoledì pomeriggio, quando scriviamo, continua ad essere cospicua.
«Con l’allerta della Protezione Civile un sindaco non può avere il cuore di andare a dormire tranquillo. Alle 23, dopo aver passato ore presso la sala operativa della Protezione Civile, ero sul ponte del Tronto in zona Marino, ad Ascoli, nelle cui vicinanze è stata evacuata un’abitazione». Assieme al primo cittadino, il comandante della Polizia Municipale Giuseppe Coccia, il tenente delegato alla Protezione Civile Vinicio Cipolloni e il responsabile del gruppo comunale della Protezione Civile Gualtiero Chiappini.
Gaspari continua il suo racconto: «Poi siamo stati a verificare la portata del fiume sul ponte di Pagliare del Tronto, poi verso est a Monsampolo e Centobuchi, dove il vecchio campo da calcio vicino all’argine era completamente allagato. Alle tre di notte ero al porto di Martinsicuro, per vedere la situazione della Sentina. Un pennello di materiale “sabbioso” del molo nord, che si era già staccato dalla costa per via dell’erosione, si era allontanato ancora di più, e le acque trasportavano tanti detriti sulla spiaggia della Sentina».

Alle quattro, l’emergenza cessa. La Protezione Civile regionale manda da Ancona un bollettino che quantifica in 390 metri cubi al secondo la misura della precipitazione. Poche ore prima la misurazione rilevava quota 440 metri cubi.
L’emergenza è finita, il sindaco può andare a dormire tranquillo.

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