TERAMO – Fiumi in piena, smottamenti, allagamenti nel Teramano mettono a dura prova i nervi dei residenti e delle popolazioni vittime del terremoto che già convivono con il ricordo della tragica esperienza del sisma.

Le copiose piogge di questi giorni e l’apertura di alcuni invasi nella zona di Campotosto (tra cui la diga e l’invaso Provvidenza ad Ortolano) per mettere in sicurezza i bacini da eventuali scosse sismiche, hanno provocato l’ingrossamento di diversi fiumi tra cui il Vomano e il Saline che in molte zone hanno straripato e provocato allagamenti.

Le situazioni più critiche si sono registrate nella Val Vomano dove sia il Vomano che il suo affluente Mavone sono straripati. Nella notte è stato effettuato anche un salvataggio di due persone che con la loro auto erano rimaste intrappolate sul lungofiume invaso improvvisamente dalle acque: la Golf su cui si trovavano, nel percorrere una strada adiacente al corso d’acqua, è rimasta bloccata e i due hanno chiamato i soccorsi tramite un cellulare. Sono stati salvati grazie all’intervento di un elicottero dei Vigili del Fuoco che partito da Pescara è giunto a Teramo a recuperare i due malcapitati che sono stati imbracati e trasportati al sicuro.

A Montesilvano il Saline, oltre alle precipitazioni di questi giorni, non ha retto all’apertura della diga di Penne, con la conseguenza che nella nottata è straripato allagando il lungofiume e lambendo il ponte della ferrovia. Immediatamente sono state chiuse le strade adiacenti. Anche il fiume Piomba a Silvi Marina ha rotto gli argini invadendo le campagne circostanti.

A Isola del Gran Sasso un asilo è stato evacuato per l’allagamento dei locali, mentre a Roseto e Pineto, presso la foce del Vomano, l’acqua ha danneggiato numerose strutture del porticciolo rosetano e il timore di una esondazione ha fatto sgomberare nella giornata di martedì 21 aprile un campeggio della zona che ospitava cento terremotati dell’Aquila, a cui si è provveduto a trovare una nuova sistemazione in altre strutture dove trascorrere la notte.

Al momento il livello dei fiumi nel teramano è costantemente monitorato, mentre la Provincia ha chiuso per motivi precauzionali il ponte sulla sp 23 di Castelnuovo, e il ponte lungo la ex ss 533 di Atri all’altezza di Fontanelle.

Disagi e parziali limitazioni al traffico, a causa delle frane, si rilevano inoltre in diversi punti delle sp di Castilenti (zona industriale), San Giorgio di Crognaleto, Magnanella (sulla strada per Fonte del Latte e Colle Caruno), Canzano (vicino all’ex frantoio Narcisi), Castel Castagna (in prossimità del bivio vicino a Villa Ruzzi), Altavilla e Macchia Vomano nel comune di Montorio, Corazzano di Isola. Movimenti franosi hanno avuto riflessi sulla viabilità anche tra Fano a Corno e Cerchiara, tra Atri e Bisenti, tra Bisenti ed Arsita, a Rocca Santa Maria e a Castelli.

«Stiamo monitorando la situazione – spiega il presidente Ernino D’Agostino – ed abbiamo allertato l’unità di crisi operante all’interno della Provincia. Siamo inoltre in contatto con il prefetto di Teramo per qualsiasi emergenza».
Visto il rischio di allagamenti e frane sulle strade, la Provincia di Teramo raccomanda agli automobilisti di evitare di mettersi in viaggio nelle ore notturne.

E’ stato anche attivato un numero verde per segnalare eventuali emergenze: 800017069

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.647 volte, 1 oggi)