SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Dall’architetto Luigina Zazio, responsabile del nuovo Piano Regolatore e del Piano di Spiaggia, riceviamo e pubblichiamo.

La città di San Benedetto del Tronto conferma la sua “naturale” vocazione al terziario e specificamente al turismo, ma mostra anche la necessità di riqualificazione e rilancio proprio del turismo balneare, dando risposte specifiche alla riorganizzazione dell’arenile, sia pure nel quadro di un forte incremento possibile anche di “turismi diversi”.

Attraverso il nuovo “Piano di spiaggia”, che affronta mercoledì 22 aprile l’ultimo passaggio in commissione urbanistica prima di approdare in Consiglio comunale una settimana dopo, si tratta di garantire gli obiettivi di fondo della salvaguardia, difesa e tutela della costa e del litorale marino e al tempo stesso consentirne una nuova qualità che porti ad un rilancio forte e integrato col territorio del turismo balneare, considerando l’arenile, a pieno diritto, uno strumento fondamentale di reddito e di qualificazione produttiva ed ambientale della città. Le condizioni ci sono ma vanno integrate a sistema sviluppando sia le caratteristiche climatiche del territorio e valutando il dato di fatto per cui, dal punto di vista dell’attrattività turistica estiva, San Benedetto del Tronto è la prima città a livello regionale in termini quantitativi.

Il nuovo Piano di Spiaggia non è in variante rispetto al vigente Prg, mentre varia il vigente Piano Particolareggiato di Spiaggia e, per raggiungere gli obiettivi di cui sopra, deve dunque rivisitare contenuti e i metodi, pur storicamente importanti, della precedente pianificazione di spiaggia, ma che non sono stati in grado di risolvere alcuni problemi fondamentali dell’arenile.

Si tratta essenzialmente di riconsiderare il variare del rapporto dell’arenile con la città a partire dagli aspetti della visibilità e visitabilità del mare dal fronte della passeggiata, con conseguente liberazione di larghi tratti di visuale; del tema del lungomare interrotto a sud senza soluzione di continuità e con la presenza di proprietà privata, e a nord non collegato in modo sostenibile alla città e al territorio; della differenza di storia, tipo di insediamento e qualità tra le concessioni accordate, in varie epoche, su diversi tratti di spiaggia; di una netta ed indiscutibile definizione delle perimetrazioni e utilizzazione delle spiagge libere; del cambiamento intervenuto nei modi di utilizzo dell’arenile, anche in rapporto alla struttura alberghiera e a possibili attività salutistiche, di svago ed intrattenimento; della salvaguardia naturalistica del tratto assai eroso dalla spiaggia libera successiva alla concessione 114 fino alla Sentina; della qualità e dotazione di attrezzature indispensabili per lo svolgimento, a norma, sulla spiaggia, di funzioni quali la ristorazione attraverso l’individuazione di norme d’igiene specifiche; della dotazione di bagni a norma; di una maggiore adesione al contesto, identificando sull’arenile tre diversi comparti con normative differenziate; dell’immissione di criteri e concetti fondamentali per la sostenibilità dell’utilizzo dell’arenile quali il risparmio energetico, la permeabilità, l’accessibilità, i percorsi lenti, i parcheggi.

I metodi fanno riferimento a:
1) un contesto normativo certo e semplice;
2) l’individuazione di categorie di intervento diverse nei vari tratti di spiaggia che potessero rispecchiare anche i diversi criteri sia giuridici che di rispondenza alle differenze, di fatto, delle varie situazioni, fino al punto di una definizione per singola scheda per le concessioni a nord di pertinenza demaniale; l’immissione di criteri di flessibilità programmata sia ai fini di possibili e diversi utilizzi dell’arenile eventualmente anche nel periodo non balneare, sia la possibilità di utilizzare le testate delle spiagge libere in maniera convenzionata e con manutenzione privata, sia infine l’introduzione di possibili modifiche, nell’interesse pubblico, alle superfici delle concessioni demaniali in atto previa autorizzazione, motivata ed accettata mediante conferenza dei servizi con la partecipazione dei concessionari interessati, della Capitaneria di Porto, Agenzia del Demanio e Comune, operata attraverso criteri di compensazione areale o di fronte concessorio;
3) il necessario collegamento con lo studio relativo al Rast (Riqualificazione Ambientale Sistema Turistico) che ha ottenuto un finanziamento regionale per la progettazione preliminare di alcuni interventi nei Comuni di San Benedetto e Grottammare in accordo con gli obiettivi dello Schema Direttore.

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