SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Sul tema della politica sanitaria della Regione Marche per il Piceno e sulla integrazione di risorse umane e servizi fra gli ospedali di Ascoli e San Benedetto, riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta da parte di Palma Del Zompo, consigliere comunale dell’Italia dei Valori, medico e presidente della commissione consiliare Sanità-Affari Sociali.

«Gentile Direttore

in questi giorni è in atto una discussione tra l’assessore regionale Donati (delega al Piceno) e l’assessore regionale Mezzolani (Sanità), sulla opportunità o meno, di espletare i concorsi per coprire i posti di primariato attualmente vacanti negli Ospedali di Ascoli e San Benedetto del Tronto.

Una delle tante decisioni da prendere in merito all’attuazione del progetto sanitario di integrazione chiamato comunemente “Area Vasta”. Non è però, una decisione marginale né ininfluente. Se, come pare, verrà istituita l’Azienda Ospedaliera Unica, con conseguente autonomia finanziaria e gestionale, come si concilierà tutto questo con la coesistenza di doppi primari per i rispettivi ospedali?

La proposta dell’assessore Donati di avere un atteggiamento di attesa, in vista di ciò, mi sembra assolutamente ragionevole e di buon senso. Dobbiamo integrare le persone, prima ancora che le strutture, se vogliamo che questo ambizioso progetto funzioni, che non sia solo un modo per ottenere risparmi e sia invece dare ai cittadini, cioè a noi tutti potenziali fruitori, una Sanità di qualità. Qualità vuol dire tempestività, adeguatezza della risposta, strutture al passo con i tempi.

Il progetto di “Area Vasta” è il tentativo di andare in questa direzione: ottimizzare le risorse strutturali ed umane, ridurre gli sprechi, offrire servizi altamente specializzati non in entrambi i presidi, ma di eccellenza solo in uno di essi. Ciò porterà ad una rivoluzione nell’offerta sanitaria e nel modo con cui i cittadini approcceranno ad essa.

Va discusso a diversi livelli e con diverse competenze da tutti: politici, professionisti, cittadini. Questa non è ingerenza nell’autonomia dei tecnici che stanno lavorando su tutto ciò, come vorrebbero far credere alcuni, ma semplice partecipazione. Mi chiedo e vi chiedo: si potrebbe fare un Piano Regolatore Urbanistico senza coinvolgere i cittadini nella discussione?

La campagna di ascolto, di partecipazione alle decisioni pubbliche auspicata in tutti i campi, va bene per tutto meno che per la Sanità? La politica sanitaria esiste ed è indispensabile alla corretta pianificazione degli investimenti e delle risorse strutturali ed umane, inserirla in un processo di Democrazia Partecipata mi sembra assolutamente auspicabile».

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