ANCONA – Nel prossimo anno scolastico saranno 927 i docenti in meno nella scuola marchigiana e 400 i tagli per il personale Ata. Il dato viene dalla Regione Marche.

«Un dato molto rilevante – ha commentato l’assessore regionale all’Istruzione, Stefania Benatti al tavolo interistituzionale appositamente convocato oggi in Regione – che equivale alla messa in mobilità di lavoratori in una grande azienda in crisi. Le riduzioni effettive da subito saranno 824 e 103 i posti da rimodulare in base alle effettive iscrizioni, si parla di valori assoluti davvero preoccupanti. Non è allarmismo, ma presa di coscienza che, anche se per una percentuale si tratta di pensionamenti, non si potranno stabilizzare i tantissimi precari e non si potranno coprire i posti. Con una difficile situazione anche per il rapporto alunni/classe che dovrà essere aumentato e che invece nelle Marche garantiva buoni risultati e ci poneva tra le regioni più virtuose».

A tale proposito, l’assessore Benatti ha chiesto all’Ufficio scolastico di non aumentare il divario tra le province ed ha sottolineato anche «l’incongruenza dell’aumento delle pluriclassi (in alcune zone montane anche fino alla V classe delle primarie) che invece saranno 22 in più e quindi 127 in totale».

Secondo i dati riferiti dall’Ufficio Scolastico regionale, presente alla riunione con il direttore Fulvio Izzo, la situazione riguarda tutte le Province: delle 824 riduzioni, 247 saranno in provincia di Ancona; 286 ad Ascoli Piceno; 149 a Macerata e 142 a Pesaro-Urbino. Ma secondo l’Ufficio Scolastico è stato garantito,anzi aumentato il tempo pieno e aumentate anche le docenze della seconda lingua (40 in più). Le riduzioni interessano le prime classi e 348 posti nella scuola primaria; 379 nella secondaria di I grado; 200 nella secondaria di II grado.

Altro problema sollevato, messo in luce anche dai sindacati, è quello della sicurezza degli edifici scolastici e delle aule a fronte di classi che vedranno un numero aumentato di alunni. Per questo i sindacati hanno chiesto anche una ricognizione a livello regionale della capienza dei plessi scolastici. In molti hanno evidenziato anche il problema della garanzia di continuità dei corsi didattici e della soppressione di alcuni indirizzi. E’ il caso dell’Istituto “Montani” di Fermo: la consigliera Ortenzi ha riferito che, a fronte dei tagli stabiliti sarebbe soppressa la classe di Elettronica e Comunicazioni e 25 alunni andrebbero reindirizzati in altre scuole. Ugualmente preoccupante la situazione di altri territori, dove alunni che hanno scelto un indirizzo scolastico non sapranno se potranno portare a termine quel ciclo di studi o bambini della scuola primaria che potrebbero sobbarcarsi decine di chilometri per raggiungere le scuole più vicine. L’assessore Benatti ha infine sottolineato che le decisioni del Ministro non tengono conto della tendenza all’aumento degli alunni disabili che nelle Marche è pari a 300 all’anno e quindi non viene garantito un adeguato sostegno didattico. La presidente della I Commissione consiliare, Adriana Mollaroli, evidenziando che «ci aspettano anni difficili e occorrerà attrezzarsi, adottando visioni meno localistiche», ha chiesto all’Ufficio Scolastico regionale di conoscere l’effettivo numero delle famiglie marchigiane che hanno espresso la preferenza per il tempo pieno e il modulo didattico a 27 o 30 ore. Al termine dell’incontro l’assessore Benatti ha proposto la presentazione al più presto di una mozione consiliare perché anche l’Assemblea legislativa delle Marche si faccia carico della situazione. A livello provinciale, invece, verranno organizzate in tempi brevi, quattro conferenze con tutti i soggetti interessati per valutare e approfondire le ricadute della riforma scolastica sui territori di competenza.

Alla riunione hanno partecipato i consiglieri regionali Adriana Mollaroli, Rosalba Ortenzi, Daniele Silvetti; gli assessori provinciali all’istruzione di Pesaro-Urbino, Renzo Savelli, di Macerata, Clara Maccari, di Ascoli Piceno, Olimpia Gobbi e per la provincia di Ancona, la dirigente del servizio. Inoltre i rappresentanti di Uncem, Assunta Paci e ANCI, Claudio Mazzalupi, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali CGIL-CISL-UIL, SNALS e ANP.

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