SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Come nelle previsioni il cambio al vertice societario ha dato luogo ad una scossa (il cognome del neo presidente mi ha dato una mano nel titolo) che però non è stata totale e risolutrice. In molti mi hanno detto che era praticamente impossibile esonerare l’allenatore ad un giorno di una gara importante come quella con il Lecco. E’ vero tant’è che nessun addebito si può fare al neo presidente e al suo collaboratore più vicino, Pier Luigi Tassotti. E’ anche vero però che il risultato di oggi non era solo importante ma fondamentale per sperare nei play out ed in una posizione meno sfavorevole.
Sono quindi del parere che serviva mettere in atto la pazza idea di responsabilizzare sin da subito i giocatori che sarebbero scesi in campo, più di quanto si è fatto oggi con D’Adderio ancora in panchina e quindi ancora maggiore responsabile della quasi sconfitta odierna.
E’ il destino degli allenatori, del resto. Adesso, infatti, non basterà più battere in casa il Lecco (come si sarebbe dovuto) e raggiungerlo in classifica ma servirà non perdere a Venezia, battere il Legnano in casa e prendere almeno tre punti contro super formazioni come Pro Patria (a casa loro) e una Reggiana lanciatissima al Riviera. Con il probabile rischio che la somma dei punti potrebbe non bastare.
Un bel rebus se non si verificherà quel miracolo che la squadra in autogestione dovrebbe compiere in quattro gare, non più in cinque. In conclusione mezza svolta ha corrisposto a mezza scossa, quella del ritorno sugli spalti di fantastici tifosi che hanno incitato dall’inizio alla fine. Il cui merito non può che essere di quello che rappresenta, e mi auguro rappresenterà per loro, Sergio Spina.
Passando alla gara occorre dire con tanta onestà che i due punti li ha persi il Lecco molto più vicino al gol della Samb che non segna in casa da cinque gare e con un possesso palla che una squadra determinatissima non dovrebbe mai concedere in casa ad una diretta concorrente: diventà un segnale di inferiorità che poteva essere superata solo con un orgoglio fuori del normale e cioè con il pensiero che a perdere sarebbero stati solo loro. I giocatori. Rongraziamo quindi l’ex Carlini per il punto che ci permette l’aggangio al Venezia: oggi ha commesso due errori gravissimi con due palle gol tra i piedi.
“La Samb non si scorda mai”, per dirla alla napoletana.

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