SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si tinge di giallo l’affaire Buccaneer, il rimorchiatore italiano sequestrato dai pirati al largo delle coste somale. A quanto riferisce il Corriere della Sera, le autorità della regione semi-autonoma del Puntland, che si trova nel nord est della Somalia, accusano l’imbarcazione italiana, in cui è sequestrato, insieme al resto dell’equipaggio in gran parte italiano anche il sambenedettese Filippo Speziali, era impegnata nel versamento di rifiuti tossici.
Il governatore della regione, Mohamoud Said Nur, ha dichiarato all’agenzia di stampa France Press che «il rimorchiatore italiano e i due pescherecci egiziani sono state sequestrati dalle forze di sicurezza locali e la ragione per cui sono state messe sotto sequestro non ha nulla a che vedere con la pirateria. Abbiamo avuto la conferma che il rimorchiatore italiano trasporta due contenitori di rifiuti tossici e che (l’equipaggio) voleva gettarli nelle nostre acque. Dobbiamo fare giustizia e non chiediamo riscatti per la loro liberazione».
Alle due imbarcazioni egiziane sequestrate il governatore ha rimproverato di pescare illegalmente nelle acque somale. «Anche loro devono saranno processate», ha aggiunto. Il Buccaneer è stato catturato l’11 aprile scorso nel Golfo di Aden. A bordo si trovano 16 membri di equipaggio: 10 italiani, cinque romeni e un croato. I pescherecci egiziani, con tra 18 e 24 marinai a bordo, sono stati catturati al largo.
Non si sono fatte attendere le risposte della Micoperi, azienda proprietaria della Buccaneer, in base alla quale l’imbarcazione sarebbe stata del tutto priva di carico, come riferito dalle stesse autorità al momento del sequestro. Secondo la Micoperi la Buccaner è priva di carico perché Le bettoline sono chiatte galleggianti che trasportano le piattaforme per portarle in mare. Per questo, secondo l’azienda, non potrebbero trasportare rifiuti.

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