SAN MBEDETTO DEL TRONTO – I tifosi escono dal Riviera delle Palme a testa bassa. Sarà il tempo, la fretta di tornare a casa. Pochi hanno voglia di parlare. Qualcuno si ferma come la coppia Gianna e Felice Contadini: «C’è poco da stare allegri. Bisogna ringraziare gli errori di Carlini e la vittoria del Cesena sul Venezia – precisa Gianna – sul gioco della Samb è meglio chiudere un occhio. Ora è arrivato Spina, tra noi tifosi ha portato una nuova speranza e tanto entusiasmo, ma neanche lui può far miracoli».

Da parte sua Felice aggiunge: «Questi sono incontri che si devono vincere con tutti i mezzi. Avevamo in tasca un taccuino così io e la mia compagna, ci siamo divertiti a rilevare le azioni pericolose del Lecco e quelle della Samb. Solo nel primo tempo il conto era di sette a uno per gli avversari. Così non si va da nessuna parte. Ora speriamo solo che Spina chiami a raccolta la vecchia guardia dei Chimenti e via dicendo per cercare di fare ancora il miracolo. Comunque forza Sergio, tu sei uno di noi!».

Gianfranco D’Onofrio, un liceale che insieme al fratello ha “rotto il salvadanaio” per essere in questa giornata speciale dedicata alla solidarietà per l’Abruzzo dichiara: «Spina è uno di quelli che ha gridato, sudato e sofferto nelle gradinate e nelle curve insieme a noi. Ora dimostri che non l’ha dimenticato. Come segno tangibile, per la trasferta di domenica a Venezia,  gli propongo di organizzare dei pulman a prezzi popolari per poter portare in massa il nostro sostegno ai ragazzi».

Anche Benito Sareggi, che viene da una frazione poco lontano da Cupra esclama: «La partita l’ha fatta il Lecco, come e quando ha voluto. In certi momenti sembravamo delle mosche che sbattevano ripetutamente contro un vetro. Spero solo che Titone non si sia fatto nulla di grave perché è stato uno dei pochi a metterci l’anima. D’Adderio è sicuramente un bravo allenatore ma qui serve gente con degli attributi diversi. Qui, da domani lunedi, abbiamo bisogno di uno che entri negli spogliatoi con il coltello tra i denti come solo Chimenti sa fare. E chissa che non arrivi proprio lui?».

Infine Gianfranco De Fortis e Giacinto Cenci esclamano: «Sergio (Spina) il nostro cuore era già con te ancora prima che tu arrivassi. Sei il predestinato. Non deluderci. Se c’è da gioire o da soffrire facciamolo insieme. Poi a tutto il resto c’è rimedio. Non ci deludere. Parlaci con il cuore in mano come sei abituato a fare. E fai piazza pulita, che ce n’è bisogno».

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