SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Oramai è un tam tam continuo: basta passeggiare per una qualsiasi strada cittadina, entrare in un bar, o in un pub la sera, per non parlare della comunicazione via internet, e la domanda del tifoso è: «Allora, è fatta?»
Si parla di un possibile acquisto della società da parte dell’imprenditore cuprense Sergio Spina, tifosissimo rossoblu, che subentrerebbe agli sfuggenti Tormenti. Ma le trattative (e gli ultimi anni di storia rossoblu lo dovrebbero insegnare) sono spesso lunghe e complicate. Una situazione di dubbio che potrebbe addirittura complicare questo momento così delicato, durante il quale il popolo rossoblu è confuso. La cosa migliore, come scrive anche il direttore, sarebbe quella che l’attuale società venisse allo scoperto, perché al momento i tifosi sono frastornati e vorrebbero aiutare sì la Samb ma anche capire chi ne trarrebbe benefici oltre a loro stessi.
Più facile sicuramente che la mobilitazione generale nasca con Spina e di questo deve tenere conto l’attuale società. A meno che la famiglia Tormenti non tiri fuori dal cilindro un comunicato stampa degno di tale nome in grado di “risuscitare” una città sportiva spenta e rassegnata. Entro 48 ore naturalmente, lunedì potrebbe essere troppo tardi.
Di imprese mitiche la Samb ne ha da vendere, l’ultima tre anni fa, con la società fallita e grazie, guarda caso, al presunto acquirente odierno.
Lecco, poi a Venezia, poi Legnano: tre gare, 14 giorni, una storia intera che potrebbe dipendere da questi scontri diretti. Quindi sarebbe bene colorare lo stadio di rossoblu nonostante l’ultimo posto, e far sentire ai calciatori la passione per questi colori. Ci sarà tanto da soffrire, perché poi arriveranno gli spareggi. Ma a San Benedetto, di queste sfide, quasi mai se ne sono perse, quando, però, ci si è creduto.

Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 1.031 volte, 1 oggi)