GROTTAMMARE – “Ho sentito il terremoto che ha colpito L’Aquila ma non la notte del 6 aprile, ma quello del giorno successivo, il 7 aprile. Mia madre mi ha raccontato degli altri terremoti del passato. A me dispiace per le persone morte, ho visto le case distrutte, sbriciolate come se fossero di sabbia”.

“Il 13 aprile, giorno di Pasquetta, sono andato a Roma con la famiglia. Attorno alle 17 sono transitato vicino L’Aquila dove ho visto tante case distrutte e persone che scavavano tra le macerie. Sono molto dispiaciuto per le persone morte”.

“La notte del 6 aprile alle ore 3,32 a L’Aquila c’è stato il terremoto. Tutti i giorni al telegiornale si è parlato di questo avvenimento: per me è stata la prima volta che ho sentito un terremoto. Nei giorni successivi ci sono state altre scosse: in una di queste stavo guardando la televisione quando il mio letto si è spostato. E’ triste vedere tutte quelle case distrutte e quelle persone morte. La notte per paura è difficile dormire”.

“Il giorno dopo il terremoto mio padre ha telefonato ad un suo cliente dell’Aquila, che ha detto che non era rimasto ferito, ma aveva perso tutto. Anche a casa mia abbiamo visto i lampadari dondolare e il letto traballare”.

“Quella notte mi sono svegliata e sono andata in camera di mio padre e mia madre, perché dentro casa si muovevano i lampadari e i mobili. Ho provato pena per tutti quei morti e per le case crollate. Ho sentito il terremoto anche nei giorni successivi”.

“Sono morti anche tanti bambini. Una signora molto anziana è rimasta sotto le macerie per più di 48 ore, e l’hanno estratta viva: ha detto che ha trascorso il tempo facendo l’uncinetto”.

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