SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Da alcuni genitori dei calciatori della Samb Calcio riceviamo e pubblichiamo.

Gli Allievi della Samb sono stati lasciati a piedi. Letteralmente. Venerdì pomeriggio, dopo l’allenamento, anziché comunicare le convocazioni e l’ora di partenza per la trasferta di Gubbio, è stato detto loro che nulla era certo circa questa trasferta (la penultima di campionato) e di attendere comunicazioni in merito. Teniamo a precisare che gli Allievi Nazionali sono ragazzi di 15 e 16 anni (classi ’92 e ’93).
L’attesa si è protratta fino al sabato sera (ore 19), allorché il responsabile del settore giovanile, persona seria al quale va tutta la nostra solidarietà, non essendo riuscito, evidentemente, a convincere il Presidente Tormenti a pagare la trasferta, ha comunicato di riunirsi l’indomani alle 7 al Riviera delle Palme ma… di organizzarsi con le macchine dei genitori per arrivare a Gubbio.
Tale comunicazione è stata accolta dai ragazzi con entusiasmo liberatorio (per 24 ore avevano addirittura temuto di non giocare affatto) e nel contempo con amarezza (per essere stati, in fondo, mandati a casa dal loro presidente); con sollievo, irritazione ed apprensione da parte delle loro famiglie, che si sono organizzate e hanno accompagnato sia il proprio figlio che i figli di coloro che non erano riusciti a rendersi liberi, assumendosi, tra l’altro, una grossa responsabilità. Del resto, questa responsabilità ce la siamo assunta tante volte, negli anni scorsi, nell’ambito di campionati provinciali e regionali, e sempre per non pesare economicamente sulla Samb.
Fortunatamente tutto è andato bene sia sulla strada che sul campo (la “povera” Samb ha battuto il “ricco” Gubbio 4-1). Ma è doverosa una considerazione: non si fa così! Con i ragazzi no, non si fa così!
Il settore giovanile merita un occhio di riguardo, è qualcosa di prezioso e fragile, da maneggiare con rispetto, con delicatezza, con amore. Come può un presidente che si indigna per epiteti ingiuriosi rivolti alla propria madre da qualche incivile con basso quoziente intellettivo comportarsi così con dei ragazzi che potrebbero essere suoi figli?
Gentile Presidente, anche per la sua immagine sarebbe stato meglio non abbandonare il settore giovanile, a tre partite dalla fine del campionato, non crede? Del resto, l’interesse della Samb per il settore giovanile non è mai stato grande, forse. Ed è un vero peccato, una miopia calcistica con ripercussioni economiche notevoli. Ma questo è un discorso che riguarda altri, gli esperti del calcio e non certo noi genitori. Noi vogliamo solo rendere di dominio pubblico quella che è sembrata una vera e propria cattiveria: cosa c’entrano i nostri ragazzi, puliti, responsabili, entusiasti, con quello che sta accadendo?
Vorremmo capire anche quelle che sembrano clamorose contraddizioni: perché smentire ufficialmente di “aver lasciato a casa” la Berretti e poi lasciarli davvero nei guai, Berretti e Allievi, “salvi” solo grazie ai loro genitori?
Perché Marcello Tormenti è andato a discutere in Comune un progetto di prato sintetico al Campo Europa, la mattina, e qualche ora dopo il fratello Giovanni “gela” tutti con il famoso comunicato?
Perché deve essere uno sconosciuto tifoso a scrivere parole di buon senso, mentre il sindaco, ancora una volta, dimostra una grave difficoltà a relazionarsi con la famiglia Tormenti (e non solo con quella?). Invitiamo tutti a rileggere la lettera del tifoso rossoblu Franco Di Teodoro, che condividiamo pienamente: l’unico che abbia detto qualcosa di autenticamente costruttivo. Per l’ultima trasferta dei ragazzi, ad Ancona, il 26 aprile), ci stiamo già organizzando. Ma se il presidente Tormenti volesse fare una marcia indietro… forse sarebbe più facile partire proprio da qui, dai nostri figli, dai suoi Allievi. Per loro sarebbe un bel regalo, ma soprattutto un buon esempio.

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