SAN BENEDETTO DEL TRONTO -Nei giorni scorsi il sindaco Giovanni Gaspari ha affermato di non condividere l’esigenza di un consiglio comunale aperto per relazionare sullo stato di sicurezza e agibilità dei nostri edifici pubblici (leggi qui le motivazioni del sindaco). La proposta era giunta dal consigliere comunale di Rifondazione Comunista Daniele Primavera, che aveva sollecitato la convocazione della pubblica assise anche per votare una variazione di bilancio per destinare fondi significativi alle esigenze dei terremotati abruzzesi.

Primavera ora lancia delle critiche all’atteggiamento del sindaco, accusandolo anche di indulgere in passerelle mediatiche.

«Di fronte alle motivazioni addotte dal sindaco il mio dispiacere si è trasformato in incredulità. In primo luogo perché è difficile capire a quale passerella politica si riferisse, dal momento che nella richiesta inoltrata si fa riferimento a relazioni di tecnici senza dibattito, proprio per evitare che si strumentalizzasse una questione così delicata, ma nel contempo si informasse e si sensibilizzasse l’opinione pubblica a questi problemi».

L’esponente di Rifondazione, da alcune settimane uscito dalla maggioranza che sostiene il sindaco Gaspari, lancia poi l’allarme sulle condizioni di alcuni edifici pubblici: «E’ sotto gli occhi di tutti come alcuni edifici pubblici versino in uno stato di totale incuria ed abbandono, oltre che di completa irregolarità sotto il profilo della sicurezza, con grave disagio e pericolo per chi vi lavora quotidianamente; e mi riferisco, in particolare, alla sede dei vigili urbani, ma non si tratta dell’unica struttura in quelle condizioni».

«Inoltre – continua Primavera – sembra che il sindaco e l’amministrazione non abbiano ben chiara la netta linea che distingue la carità cristiana, individuale e privata, dalla solidarietà delle istituzioni pubbliche. E questa ignoranza, per una amministrazione pubblica, non è difetto da poco. Soprattutto quando da una parte si predica “discrezione”, mentre dall’altra si organizzano incontri pubblici con i terremotati, con la copiosa presenza della stampa, e ci si “dimentica” di avvisare i consiglieri di minoranza, che a quanto pare sono “un po’ meno uguali” dei consiglieri di maggioranza, e dunque non sono degni di manifestare nelle sedi ufficiali la solidarietà della città».

L’accusa di Primavera è al vetriolo: «Ci viene dunque il legittimo sospetto che il sindaco, più che voler evitare passerelle mediatiche, abbia preferito quelle in cui la sua persona è l’unica protagonista. Esattamente la critica che dal PD viene rivolta al presidente Berlusconi, che però vale sempre per gli altri e mai per se stessi, come certa politica ci ha ormai abituati a pensare».

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