SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Si torna a parlare di obesità in uno studio, finanziato dall’Unione europea, condotto da John S. Evans della Harvard School of Public Health negli Stati Uniti, sulle abitudini di lavoro e i livelli di attività fisica degli europei.

Obesità causata dal luogo di lavoro, soprattutto per il lavoro in ufficio, dove le troppe ore seduti alla scrivania, gli straordinari e lo stress non fanno altro che favorire il sovrappeso.

A dire il vero, quanto si afferma non è cosa nuova. È ormai approvato che la sedentarietà è la causa più importante dell’ aumento ponderale, soprattutto quando ad aggravare la situazione sono anche le cattive abitudini alimentari degli impiegati: pasti consumati al bar o al ristorante, oppure, ancor peggio, sottoforma di qualche “snack” veloce o “fast-food”. Molte aziende non hanno un servizio mensa per i dipendenti e neppure piccole cucine dove poter preparare un pasto o semplicemente un frigorifero dove mantenere un eventuale pasto preparato a casa.

Se la pausa caffè rappresenta un’opportunità per sgranchirsi le gambe e dare sollievo ad occhi e mente, allontanandosi per qualche minuto dal PC, restare incollati alla scrivania anche per il pranzo, è davvero cosa deplorevole, perché bisognerebbe approfittare, seppure per mezz’ora, di una breve passeggiata che risulterebbe di grande aiuto per il fisico e la psiche.

Evans ha dichiarato che l’obesità è un’epidemia globale che con gli anni raddoppierà le proprie dimensioni, che nel 2015 saranno circa due miliardi le persone in sovrappeso e più di 700 milioni gli obesi.

Ha ribadito che le aziende dovrebbero essere sensibilizzate a promuovere incentivi legati all’attività fisica (palestre interne) o ad organizzare delle pause dal lavoro che spingano ad alzarsi dalla scrivania. E, dicono gli esperti, le aziende e gli impiegati non si rendono pienamente conto di quanto sia dannoso stare seduti tutto il giorno.

  

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