SAN BENEDETTO DEL TRONTO – L’equipaggio del rimorchiatore italiano Buccaneer è ancora posto sotto sequestro dai pirati somali, e si troverebbe in qualche punto ancora non precisato al largo della costa del Corno d’Africa. Si tratta di 16 marinai, 10 italiani, tra cui il sambenedettese Filippo Speziali. Si vivono a San Benedetto, ore di ansia specie dopo l’aggravarsi della situazione relativa ad altri due sequestri ad opera dei pirati a danni di cittadini francesi e americani. Specie in quest’ultimo caso, l’intervento della Marina Americana per liberare il comandante della “Maersk Alabama”, lo statunitense Richard Phillips, ha provocato la morte di alcuni somali, per cui si temono eventuali ritorsioni.

Il Buccaneer è di proprietà della Micoperi Marine Contractors di Ravenna, ma al momento non sembra siano giunte richieste di riscatto. Oltre Speziali i marinai italiani a bordo del Buccaneer sono il comandante Mario Iarlori, di Ortona (Chieti); Mario Albano, primo ufficiale di coperta, di Gaeta (Latina); Tommaso Cavuto, secondo ufficiale di macchina, di Ortona (Chieti); Ignazio Angione, direttore di macchina, di Molfetta (Bari); i tre marinai Vincenzo Montella, Giovanni Vollaro e Bernardo Borrelli di Torre del Greco (Napoli); Pasquale Mulone, marinaio, di Mazara del Vallo (Trapani); Filomeno Troino, cuoco, di Molfetta (Bari). Gli altri membri dell’equipaggio sono cinque romeni e un croato.
La tensione è aumentata dopo il blitz dei “Navy Seal”, gli incursori della marina americana, che hanno liberato il comandante statunitense Richard Phillips, sequestrato mercoledì scorso dai pirati che avevano tentato di assaltare la nave cargo “Maersk Alabama” nell’Oceano Indiano.

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