SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Tormenti, politici, tifosi, stampa, allenatori, direttori sportivi, calciatori: adesso basta. Se ancora non lo si è capito, attorno ai giochini che si stanno facendo attorno alla Samb, c’è oramai, chiaro e grande, la parola retrocessione. Il Venezia, vittorioso in casa, si è portato ad appena due punti dai rossoblu, e mercoledì recupererà la gara casalinga contro il Legnano. Se non ci fossero i 4 punti di penalità, considerando che la Samb andrà in Laguna il 26 aprile, i giochi sarebbero già scritti.

Insomma, a 5 giornate dalla fine non solo i play-out sono certi, e quasi sicure le basse posizioni. Ma adesso c’è paura anche della retrocessione diretta. Per mister D’Adderio è stata la quarta sconfitta nelle ultime cinque gare: tanto basterebbe, in una società di calcio normale, per l’esonero. Ma di normale, da luglio ad oggi, non c’è stato quasi nulla.

Una soluzione? Trovare un Chimenti, un Voltattorni, che, assieme ad Ottavio Palladini, giocatore ma allenatore in campo ombra, cerchino di trovare quell’orgoglio che unico potrebbe salvare la baracca. I Tormenti facciano non uno ma infinite giravolte indietro e, anche se non vogliono più metterci la faccia, devono far sentire la loro presenza almeno verso i calciatori. Di Venturato ce n’è stato uno, Soldini è stato un suo clone, non vorremmo che gente con sangue sambenedettese e che ha lavorato al porto di San Benedetto debba essere associata, nei ricordi sportivi, a chi ha fatto fallire la squadra in passato.

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